Isola dei Famosi, lutto per la morte del ‘bidello’ Carlo Capponi

Addio al ‘bidello’ dell’Isola. Aveva 58 anni Carlo Capponi, il ‘bidello’ arrivato terzo alla sesta edizione dell’Isola dei Famosi. Si è spento ieri, domenica 17 aprile, a Zocca (provincia di Modena) in seguito a un malore improvviso che l’ha colpito mentre stava facendo dei lavori in giardino. Personaggio solare e simpatico, Carlo si era fatto conoscere presso il pubblico televisivo per la sua spontaneità e per lo strano modo in cui chiamava la presentatrice dell’Isola (“Simonaaa“, ndr). Era anche soprannominato ‘Charlie Banana‘ per via della passione che nutriva per il frutto.

Dall’università alla televisione. Prima della sua partecipazione al reality condotto dalla Ventura, Capponi aveva lavorato per tanti anni all’Università di Bologna come custode. Da qui l’appellativo di ‘bidello‘, con cui era conosciuto dal grande pubblico. ‘Charlie Banana’ non amava, però, definirsi un vip, ma si riteneva una persona comune. Alla consegna del ‘Tapiro d’oro‘ di Striscia la notizia, non aveva esitato a dire: “Le persone famose sono quelle che vediamo sulle riviste patinate. Essere in televisione non significa essere famosi”.

Il ricordo della contessa De Blanc. Sull’Isola, Carlo, il cui nome proprio in questi giorni era circolato come papabile concorrente di un altro reality, era molto apprezzato per la sua mitezza d’animo dalla contessa Patrizia De Blanc. “La notizia della sua morte mi ha sconvolta. Io gli volevo molto bene, lui si era innamorato di me e dopo l’Isola siamo rimasti amici”, dichiara oggi la De Blanc. “Avevo parlato con lui l’altro ieri e proprio iera sera lo stavo cercando ma non sono riuscita a contattarlo, ho pensato che fosse uscito a passeggio con il cane, che adora, della signora con cui vive e alle 11,30 ho smesso di cercarlo. Questa mattina ho saputo che era morto, mi ha fatto una grande impressione, una enorme tristezza”, aggiunge la contessa, concludendo: “Avremmo dovuto anche fare una sitcom insieme, ‘La contessa sul bidello‘, avevamo questo progetto. Con lui il legame era forte perché abbiamo condiviso i disagi, la fame nel programma e quando si soffre insieme il rapporto si rafforza. Nella vita normale era come un bambino, molto ingenuo e un po’ furbetto”. Fotogallery in basso.

R. E.