La Panicucci e il reality-show con i precari (che non c’è più)

Annullato un nuovo reality – Ci si chiede spesso quale possa essere il limite di buon senso per un programma televisivo. Per i reality-show, poi, questo interrogativo torna ancora più forte e insistente, lasciando la sensazione che la risposta sia una e una sola: il limite è bello che superato. Ma alla fantasia non ci sono confini, specialmente a quella (discutibile) di certi autori televisivi, che ne avevano inventata un’altra delle loro: un reality show dal titolo Non è mai troppo tardi, dedicato a dei giovani docenti precari, che avrebbero dovuto colmare le lacune culturali di alcuni Vip tornati sui banchi per l’occasione. Il progetto tuttavia, stando a quanto riportato dal blog di Davide Maggio e da alcune conferme della direzione di Tv, Sorrisi e Canzoni, non vedrà la luce.

Eppure i giochi sembravano fatti: rumors confermavano che la conduzione del programma era stata affidata a Federica Panicucci e Alfonso Signorini, mentre il lauto compenso destinato ai giovani partecipanti doveva essere circa dieci volte lo stipendio annuale di un docente. Resta dunque da chiarire il motivo che ha spinto alla cancellazione del programma. Secondo molti la motivazione sta nella grande messe di polemiche che Non è mai troppo tardi era destinato a scatenare: in un momento delicato dal punto di vista occupazionale come quello che stiamo vivendo, dedicare una trasmissione a dei precari dell’insegnamento – dopo le polemiche e le proteste seguite alla Riforma Gelmini – era forse una mossa troppo azzardata.

In effetti alcuni erano già scesi in piazza per protestare contro questa spettacolarizzazione del precariato, suscitando la reazione polemica di Massimo Donelli, attuale direttore di Canale 5: “Trovo quantomeno singolare che si faccia il processo a un programma non ancora andato in onda – aveva dichiarato Donelli – e che fin qui è solo uno fra i tanti progetti sperimentali ai quali stiamo lavorando”. Anche se in fase sperimentale, comunque, gli storici e critici della Tv avrebbero potuto alzare la voce sul titolo scelto per il programma: Non è mai troppo tardi è infatti una storica trasmissione Rai degli anni ’60, che all’epoca si incaricò nobilmente (e titanicamente) di insegnare l’italiano ad un popolo che era allora in gran parte analfabeta. Riesumarne il titolo così, per gioco, non era forse una scelta azzeccata.

Roberto Del Bove