L’Anm incontra Fini: allarme per il clima insostenibile delle riforme

Esiste un patto tra Fini e i Giudici: “Voi mi proteggete e perseguite Berlusconi e finchè sarò Presidente della Camera non ci sarà nessuna riforma punitiva. Finito Berlusconi, faremo le riforme che vi piacciono.” Il palcoscenico per svelare questo eversivo scenario è stato il Nuovo Teatro di Milano, in occasione della presentazione di Letizia Moratti alla ricandidatura a sindaco di Milano. E il Cavaliere questo scenario lo ha dipinto proprio alla vigilia dell’incontro fra Gianfranco Fini e l’Associazione Nazionale dei Magistrati. Una provocazione mirata a presentare l’incontro di oggi del Presidente della Camera e leader di Fli come la consacrazione sfacciata di una santa alleanza con i magistrati che per molto tempo è rimasta nascosta e che ora si rende esplicita, quasi nell’intento di riceverne legittimazione.

E l’incontro tra Fini e l’Anm oggi c’è stato. Poteva anche saltare, per non dare adito alle insinuazioni del Premier, ma già ieri Luca Palamara, presidente dell’Associazione, aveva messo le cose in chiaro: incontreremo il Presidente della Camera nonostante le calunnie “prive di prove”. Perché l’obiettivo dei magistrati è semplicemente quello di “far sentire la nostra opinione sulla riforma della giustizia.” Alla fine dell’incontro nell’ufficio di Fini il risultato mediatico era prevedibile. “Abbiamo siglato il patto. Il presidente dell’Anm Luca Palamara si concede una battuta.” E’ l’incipit di Andrea Indini, che su Il Giornale inizia così il racconto sugli esiti del confronto. “Fuori i nomi, se si hanno le prove si tirino fuori i documenti altrimenti sono affermazioni calunniose. Questa la risposta del presidente dell’Anm, Luca Palamara.” Questo, invece, è l’attacco della redazione de L’Unità, concentrato sulle accuse di complottismo lanciate ieri dal Presidente del Consiglio.

Due modi di introdurre la notizia sul confronto fra Anm e Presidente della Camera che racconta in due battute il clima di scontro politico che divide il Paese in questi giorni. Due stili per descrivere gli schieramenti che sono pronti a darsi battaglia in Italia nel breve periodo, in vista delle amministrative di Maggio. Su tutto non resta che la cronaca: “I rappresentanti dell’Anm hanno ribadito la forte preoccupazione della magistratura per i contenuti delle annunciate proposte di riforma costituzionale e di alcune riforme ordinarie in corso di discussione in Parlamento”. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso oggi pomeriggio dall’Associazione Nazionale dei Magistrati, che prosegue nel denunciare  “vivo allarme per il clima insostenibile nel quale tali riforme si inseriscono: i quotidiani attacchi nei confronti della magistratura, le manifestazioni di piazza in prossimità dei palazzi di giustizia, gli insulti e le aggressioni fino all’affissione di manifesti che paragonano i pm alle brigate rosse, un’accusa delirante che offende la memoria dei tanti magistrati caduti per mano del terrorismo. La replica del Governo è retroattiva, e ci riporta al Nuovo Teatro di Milano, con Silvio Berlusconi che rilancia: “Un giudice mi disse che Gianfranco avrebbe bloccato le riforme sgradite alle toghe perché era d’accordo con loro.” Chi ci capisce qualcosa è bravo.

Cristiano Marti