Yara, il fondatore del gruppo Facebook: Le mie parole sono state strumentalizzate

Nell’attesa che le indagini sull’omicidio di Yara Gambirasio registrino qualche passo avanti verso la soluzione di un giallo che sembra rifuggire la propria conclusione, sul web continua a impazzare la polemica inerente al Gruppo per trovare Yara Gambirasio, ospitato dal social network Facebook.
La community, nata all’indomani del rapimento della tredicenne residente a Brembate di Sopra, nel corso di questi mesi ha raccolto più di ottantamila utenti che aderendo alla pagina hanno, in un primo momento, seguito l’evolversi delle ricerche e poi, appurata la tragica fine toccata alla ragazzina, condiviso il dolore. Negli ultimi giorni, però, un fatto ha surriscaldato gli animi dei membri: il fondatore del gruppo nel corso di una vivace discussione avuta con un altro utente, si è lasciato andare a invettive contro gli extracomunitari, aggiungendo poi di essere orgogliosamente fascista e razzista. Adesso, però, il fondatore del Gruppo ha chiesto di poter dire la sua in merito a una vicenda che, a suo dire, sarebbe nata solo per screditare l’operato della community a favore di un altro gruppo Facebook, nato di recente da una scissione del primo.

Xenofobo? Volevo solo tutelare il gruppoRiccardo Cm è il nickname con cui, sul rinomato social network, è conosciuto il protagonista di questa vicenda. Passare da catalizzatore di solidarietà e buoni sentimenti a presunto razzista e difensore degli ideali fascisti, non è una cosa che lascia indifferenti. Ma per il fondatore del Gruppo per trovare Yara Gambirasio l’intera polemica sarebbe nata per motivi privati che poi sono stati strumentalizzati – compresi i toni accesi con cui si è svolto l’alterco – per mettere in cattiva luce la community da lui amministrata: «La mia conversazione con la signora F. (colei che ha reso noto le esternazioni di Riccardo Cm, ndr) è stata strumentalizzata visto che lei ha pubblicato solo quello che le interessava pubblicare. Inoltre, la mia frase ‘Non voglio stranieri nel gruppo’ era da intendersi con il desiderio di non volevo amministratori residenti all’estero. Scelta questa giustificata dai problemi che avevamo avuto in passato, quando un amministratore ci aveva rimossi tutti dall’incarico».
Il fondatore ha poi continuato: «Il mio interesse era solo quello di salvaguardare il gruppo, perché controllare l’agire di una persona residente all’estero non è facile».
Per quanto riguarda le sue simpatie fasciste, l’amministratore della community non esita a rivendicarle: «Non nego il mio ideale politico che però ho esternato in un messaggio  privato, durante un accesa discussione in cui mi dava dell’alcolizzato soltanto perché nel mio profilo ho una foto con una bottiglia di vino vicino». Riccardo Cm conclude alludendo al fatto che dietro alle diatribe possa esserci solo la rivalità tra due gruppi nati con lo stesso interesse: «Vorrei sottolineare che nei messaggi che ho ricevuto durante l’alterco, l’interesse mostrato dalla signora sembrava maggiormente rivolto al numero di utenti che ognuno dei due gruppi possiede  che al caso Yara».

S. O.