Brescia, Corioni: “La mia era a Brescia è finita”

Corioni, Brescia – Non è la prima volta che il presidente del Brescia accenna a voler lasciare la società, ma stavolta lo sfogo è deciso e capita come un fulmine a ciel sereno a scuotere l’ambiente delle “rondinelle”, mai così vicine alla serie B e attese sabato da una partita decisiva e difficilissima contro la capolista Milan. Corioni, da 20 anni alla guida del Brescia, nonostante abbia più volte chiesto aiuto, lanciato appelli ad industriali ed imprenditori bresciani perchè gli dessero una mano, esprime adesso il suo addio che sembra concreto.

Vent’anni di “rondinelle” – Il nome di Corioni resterà indissolubilmente legato alla società: 20 anni di onorata carriera non possono essere dimenticati. E’ dalle pagine di Bresciaoggi che si legge: “Il mio tempo al Brescia è finito” ha detto Gino Corioni a “Zonaciro”, programma di Brescia Punto tv, “comunque vada il campionato. E non avrebbe senso lasciare la società a qualcun’altro, mantenendo la responsabilità. No, stavolta è diverso. Sono sempre stato disponibile a farmi da parte, ora devo farlo. Non sono immortale“. Anche il sindaco di Brescia, Adriano Paroli ha voluto lasciare un commento: “Sì, ho incontrato il presidente poco tempo fa e mi ha confessato la difficoltà di andare avanti sempre da solo, ma mi auguro che chiunque gli possa dare una mano lo faccia, perchè il Brescia Calcio è un patrimonio da non disperdere“.

Campionato e salvezza – Gino Corioni non dimentica che la sua squadra è sull’orlo del baratro a 5 giornate dalla fine. Lo spettro della serie B è incombente, ma Corioni è battagliero e non si arrende: “a Iachini chiedo di rischiare un pò di più“. E ancora: “alla salvezza dobbiamo ancora crederci. Tutti, nessuno escluso. Con il Milan è chiaro che dobbiamo vincere, ma mi piacerebbe che il nostro pubblico, anche con la squadra sotto per 2-0 all’88’, la sostenesse a gran voce fino al centesimo minuto. Serve un po’ più di fortuna, quella che ci è mancata finora”.

Rosario Amico