Fede infuriato con Nicole: La sua difesa? Roba da matti

Il processo Ruby? Roba da psichiatri. Così il direttore del Tg4, Emilio Fede, informato ieri sulle ultime dichiarazioni rese da Nicole Minetti ai magistrati, avrebbe chiosato l’ennesimo colpo di scena giudiziario. L’ex igienista dentale ha ieri depositato una memoria difensiva in cui precisa che a portare le ragazze ad Arcore sono stati Emilio Fede e Lele Mora. Uno “scarica barile” che ha fatto saltare i nervi al navigato giornalista: “E’ assurdo – ha detto Fede – che qualcuno si difenda dicendo cose non vere”. E sulle intercettazioni che – se corroborate dai fatti – disegnerebbero uno scenario tutt’altro che istituzionale nelle residenze private del premier: “Io sono favorevole alle intercettazioni – ha spiegato il direttore del Tg4 – ma quando servono a trovare Totò Riina“.

Roba da matti – Emilio Fede ha appena appreso che la co-imputata Nicole Minetti ha tentato lo “sprint” difensivo, consegnando ai magistrati una memoria in cui riferisce la sua versione dei fatti. Le ragazze invitate ad Arcore non le ho portate io – avrebbe in sintesi detto il consigliere della Lombardia – ma l’agente Lele Mora e il giornalista Emilio Fede. Tanto quanto basta a far infuriare il vulcanico direttore del Tg4: “Questa non è più roba da avvocati – ha commentato Fede intervistato da Il Corriere della Sera – È tutto gran lavoro per gli psichiatri. Tutta la memoria (di Nicole Minetti, ndr) è ritagliata per far risaltare le mie presunte responsabilità. Sono cose da pazzi – ha rimarcato il giornalista – Qui ci vuole lo psichiatra”.

La parola del presidente – “E’ assurdo che qualcuno si difenda dicendo cose non vere – ha continuato Emilio Fede – Nessuno dice che sono stato io a portare Ruby ad Arcore. Il presidente del Consiglio mi ha autorizzato a dire pubblicamente che io non ho mai portato ‘sta ragazza a casa sua. Le pare che io spenderei a cuor leggero la parola del presidente? No – ha ribadito il giornalista – è una cosa da matti. A meno che non si punti a guadagnare credito con i magistrati, nella preoccupazione che dall’inchiesta possano emergere altre cose, cose diverse”. E “punzecchiato” sulle intercettazioni: “Oggi le ho lette per la prima volta – ha ammesso il mezzo busto del Tg4 – è roba che fa orrore al garantismo. Badi che io sono favorevole alle intercettazioni. Ma quando servono a trovare Totò Riina. O a individuare il capo dei Casalesi – ha precisato – Mica per capire se qualcuno ha palpeggiato qualcuna”.

Maria Saporito