Felicità: bassa a 20 anni, ma risale dopo i 50

La felicità non è per sempre. A quanti anni si diventa felici? Prima dei vent’anni e dopo i 50, con un picco attorno agli 80 anni. Questo almeno quanto emerge dai risultati di uno studio presentato alla Royal Economic Society questa settimana e coordinato da Bert Van Landeghem della Maastricht University. La ricerca sostiene che la felicità segue, nel corso della vita, una curva a “U”, le cui punte più alte si trovano appunto in corrispondenza dei 20 e 50 anni, mentre nel periodo intermedio si ha un declino verso il basso, a causa delle grandi responsabilità e dei doveri che arrivano in questo periodo portando ansia, stress e preoccupazione.

La crisi di mezza età colpisce tutti. I giovanissimi, infatti sono ancora spensierati ed ottimisti sul loro futuro. L’insoddisfazione comincia ad arrivare dopo i 20 anni. «La diminuzione dopo i 20 anni è così profonda – spiega Bert van Landeghem – che la sua entità è paragonabile a quella dopo aver perso il lavoro». Si sprofonda in uno stato di crisi, con giorni tutti uguali e durante i quali si guarda al passato come unica fonte di veritiera gioia che ci è sfuggita prima che ce ne rendessimo conto, prima che ci decidessimo a viverla a pieno. Le persone che superano invece i 50 anni riescono ad essere felici perché a quell’età hanno imparato ad accettare e ad essere soddisfatti della propria vita e diminuiscono le aspettative sul futuro. Addirittura la punta più alta della curva della felicità coinciderebbe con l’avvicinarsi dell’80esimo compleanno. I ricercatori individuano le cause di questa felicità nella serenità di un lavoro acquisito e in una famiglia dove ormai i figli sono cresciuti e quindi si può ricominciare a pensare a se stessi. Inoltre con il passare dell’età le persone tendono a ricordare in modo maggiore eventi positivi a discapito di quelli negativi. Tutto ciò permette di osservare il mondo dal lato positivo e quindi di essere felici.

A 20 anni felici come a 60. Il fatto che a 60 anni si sia felici quanto a 20 però, non implica che la vita sia migliore: «Un 25enne e un 65enne sono sicuramente d’accordo sul fatto che la vita migliore sia quella del primo – continua l’esperto – ma il 65enne potrebbe comunque essere più felice, perchè ha imparato ad esserlo con quello che ha». La vostra felicità in quale punto della curva si trova?

Adriana Ruggeri