Francia e Germania trainano la crescita europea

L’Europa cresce.
L’indice Flash Markit composito sulla produzione nell’eurozona ha fatto registrare ad aprile un incremento a 57,8 punti dai 57,6 del mese precedente. È la seconda crescita mensile della produzione più marcata da giugno 2007, di poco inferiore al record di febbraio, ma leggermente superiore rispetto alla media del primo trimestre, pari a 57,6 punti.

I settori. In lieve crescita il manifatturiero, a 57,7 punti dai 57,5 di marzo e contro i 57 delle previsioni, registrandosi  il secondo valore più alto da giugno 2006. Rallenta, invece, l’espansione del terziario, anche se risulta essere il secondo valore più forte dall’agosto del 2007. Ma le aspettative sulle attività future di questo comparto calano ai minimi su sei mesi, prevedendosi un ritmo che potrà ancora rallentare anche nei mesi successivi.

Le economie trainanti. Francia e Germania si confermano le due economie più forti dell’area euro, capaci di guidare una ripresa in chiaroscuro e con tante incognite, mentre la debole domanda interna dei Paesi ‘periferici’ persiste e ne rallenta decisamente il rilancio.
La Francia, guidata dal terziario, ha vissuto un ritmo di crescita mai visto dal settembre del 2000, superando addirittura la Germania, dove la crescita resta tra le più sostenute dai 13 anni di storia di questa indagine, nonostante il terzo mese consecutivo di rallentamento.
Il Pmi composito francese è arrivato a 62,4 punti dai 59,1 di marzo, con quello manifatturiero in aumento a 56,9 da 55,4 mentre quello composito tedesco si è portato a 59,9 punti da 60,4, con l’indice manifatturiero a 61,7 da 60,9 punti. Al di fuori di queste due potenze dell’eurozona, la crescita resta modesta, rallentando ai minimi su tre mesi, soprattutto perché la forte crescita del manifatturiero è stata bilanciata da una sostanziale stagnazione nel terziario.

Occupazione e inflazione. L’occupazione è cresciuta al ritmo più rapido dal novembre del 2007, sia nel manifatturiero, sia nel terziario. Il manifatturiero, nello specifico, resta ancora il settore che fa registrare il tasso più alto di creazione di nuovi posti di lavoro, nonostante il terziario abbia visto il secondo aumento più rilevante degli ultimi tre anni.
Per Chris Williamson, Chief Economist per la Markit, “meno positiva risulta essere la notizia sull’inflazione, con i prezzi alla vendita per i beni e servizi che hanno fatto registrare il più forte salto mensile dai massimi storici raggiunti nel 2008, quando il prezzo del petrolio tocco valori da record. In più la ripresa resta sempre troppo legata alla Francia e alla Germania. Il calo della domanda interna limita la crescita, evidenziando così solo un lieve ritmo della stessa, al di fuori delle due principali economie”.

Marco Notari