Il governo si rimangia tutto. Nessuna centrale nucleare in Italia

Palazzo Chigi – Il governo ha deciso di andare oltre la moratoria di due anni stabilendo lo stop al nucleare e alle centrali. Dietro la scelta i timori per il raggiungimento del quorum anche sul quesito per abrogare il legittimo impedimento. L’Idv annuncia una conferenza stampa.

Niente nucleare – Il governo si rimangia la parola, il nucleare non è più sicuro, pulito, necessario.
E’ arrivata, a seguito della moratoria di due anni già prevista,  la decisione sull’abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese. Si tratta di un emendamento che recita: “Al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche mediante il supporto dell’Agenzia per la sicurezza nucleare, sui profili relativi alla sicurezza nucleare, tenendo conto dello sviluppo tecnologico in tale settore e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione Europea, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare“.
Una scelta che peserà sul referendum, visto che il quesito dovrebbe essere stralciato dai quattro quesiti su cui si voterà a giugno.
Il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo, che fino a qualche mese fa aveva sottolineato la necessità del nucleare, ha cercato di minimizzare il voltafaccia del governo, “il nucleare deve andare avanti anche se l’Italia ha deciso di sospendere il suo ingresso nella produzione di energia”.

Opposizione: “Vergogna” –Il governo scappa dalle sue stesse decisioni”, sottolinea Bersani.
“E’ una vittoria nostra di chi, ben prima del Giappone, ha messo in luce l’assurdità del piano del governo. Ora il problema è uscire dall’assurdità e dire che politica energetica si vuole fare, perché non basta dire addio al nucleare ma bisogna aiutare lo sviluppo delle rinnovabili, che attendono una risposta dopo il disastro del governo con il recente decreto“.
Addio al referendum sul nucleare. Il governo vigliaccamente toglie la parola agli elettori, portando in aula un emendamento al decreto omnibus che verrà votato tra oggi e domani che intende abrogare le disposizioni relative alla realizzazione degli impianti nucleari. E addio anche alla moratoria di un anno, perché la procedura viene semplicemente sospesa sine die, in attesa forse di tempi migliori e sicuramente dopo avere aggirato l’ostacolo del referendum che avrebbe bocciato l’avventura nuclearista del governo“, sottolineano i promotori del referendum.
Lo stop del governo al folle programma nucleare non è per convinzione ma per paura e necessità: paura di perdere le elezioni amministrative e di venire travolto dal referendum del 12 e 13 giugno che avrebbero portato anche alla completa abrogazione della legge sul legittimo impedimento“, rilancia il presidente dei Verdi, Bonelli.

Matteo Oliviero