Libia, Frattini: Mustafa Abdel Jalil è il nuovo presidente

La conferenza stampa del nuovo governo? Ci si chiede già se si può considerare in questi termini l’evento di oggi. Mentre si spera che l’attuale guerra in Libia trovi una conclusione, che qualcuno già inizia ad intravedere, il ministro degli Esteri Franco Frattini tira le somme sul da farsi. Gheddafi sarà aiutato in caso di pericolo di vita. Gli insorti, intanto, devono esser finanziati attraverso i proventi del petrolio e delle rendite congelate da parte dell’Onu all’inizio del conflitto. Si riaprono dunque quelle entrate che erano state bloccate a Gheddafi per impedire che finanziasse ulteriormente le sue forze armate mercenarie e le strumentazioni a loro disposizione. Si è svolta oggi la conferenza stampa congiunta di Frattini e del capo dei ribelli, Mustafa Abdel Jalil. L’intervento di Frattini ha precisato che “il presidente ci ha oggi detto e siamo stati molto toccati da questo, che il loro impegno è per tutto il popolo libico, che ha aiutato e sta aiutando Gheddafi. Se ha bisogno, se è in pericolo di vita sarà aiutato come tutti gli altri libici. Questo è il germe della democrazia e della libertà che noi abbiamo ascoltato”. La decisione, dunque, presa in merito alle sorti di Gheddafi è stata presa direttamente dal nuovo presidente della Libia, come pare venga già chiamato: il capo degli insorti Mustafa Abdel Jalil. La vera notizia parrebbe dunque essere questa, durante le prime esternazioni ufficiali rese nella conferenza di queste ore.

Prosegue poi, durante la conferenza, il resoconto di Franco Frattini riguardo la situazione che attualmente si ha in Libia, e sempre attraverso quanto riferito dal capo dei ribelli libici Mustafa Abdel Jalil: “Il presidente ci ha parlato di 10.000 morti, vittime di un regime sanguinario che ha fatto anche tra i 50 e i 55.000 feriti“. Riguardo il finanziamento dato ai ribelli, ecco all’atto pratico come bisogna fare, secondo le parole di Frattini: la vendita di prodotti petroliferi provenienti dalla zona della Cirenaica, che è in mano agli insorti, sarà legalizzata e dunque regolamentata secondo il diritto internazionale. Riguardo i flussi di denaro congelati, il modo di girarli dalle mani dell’ex dittatore (ormai le fonti ufficiali tendono ottimisticamente a parlarne già al passato)a quelle del nuovo presidente passerà attraverso il Consiglio Nazionale di Transizione, quel Cnt che starebbe aprendo la strada verso il nuovo assetto della vita politica della Libia.

Ci troviamo di fronte all’inizio di una nuova era? Certo è che l’entusiasmo sembra essere collettivo. Lo stesso capo del Cnt, durante il suo intervento di fronte alla conferenza stampa della mattinata, ha commentato dicendo che “ci sarà cooperazione, amicizia forte con Italia, Qatar, Francia in primo luogo. Poi vengono tutti gli altri amici, Stati Uniti, Gran Bretagna che ci hanno sostenuto ma ciascuno a secondo di quanto sostegno ci ha dato oggi”. Ed arrivano anche le promesse sul programma politico: “Siamo impegnati al rispetto di tutti i trattati e i patti legittimi stipulati in precedenza, solo che andranno a beneficio di tutto il popolo libico e non di un regime”.

Sandra Korshenrich