Nichi Vendola: Spiantiamo il berlusconismo dalla terra d’Italia

Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, è intervenuto ieri al Festival del Giornalismo di Perugia. L’occasione giusta per parlare di informazione in crisi, ma anche di politica, con l’immancabile riferimento al berlusconismo: “Non è una campagna elettorale che restituirà il decoro al nostro Paese – ha tagliato corto il leader di Sel – ma una controffensiva culturale“. E sul presunto tentativo del premier di “schivare” le Aule dei tribunali: “Soltanto nei regimi – ha osservato Vendola – ci sono coloro che pensano di potersi  tutelare dal processo“.

Il ricordo di Arrigoni – L’intervento del governatore della Puglia, Nichi Vendola, al Festival del Giornalismo di Perugia si è aperto ieri nel segno del doveroso ricordo da tributare al pacifista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza lo scorso 14 aprile. “La storia di Vittorio – ha detto Vendola – è la storia di uno che si impiccia delle vicende degli altri, che milita per i diritti di un altro popolo, che va a vivere a Gaza e che lì ci lascia la pelle. E’ una splendida vita rispetto alla opacità e alla sporcizia della politica come la si vede tutti i giorni”. Una dichiarazione con cui il leader di Sel è riuscito a strappare l’applauso convinto della platea, conducendola sul terreno della politica interna. “Dobbiamo conoscere il berlusconismo – ha detto Vendola – piuttosto che vivere la figura del premier come una sorta di caricatura a cui dedicare una pulsione emotiva permanente e vivere come un rancore che si protende verso un orizzonte sempre più cupo, io vorrei che riuscissimo a capire meglio come ha funzionato la macchina del berlusconismo”.

Berlusconismo nostra autobiografia – “Come ha potuto questa macchina  – ha incalzato il presidente dei pugliesi – guadagnare consenso e soprattutto come è potuta entrare nelle viscere profonde della nostra società e segnare l’immaginario di questo Paese. Il berlusconismo non è una malattia, purtroppo – ha evidenziato Vendola – è l‘autobiografia di una nazione. E’ molto scomodo chiedersi perché ci siamo ‘berlusconizzati’, non solo a destra ma anche alcuni pezzi della sinistra, ma è l’antropologia di questo Paese”.  E interpellato dal giornalista Vittorio Zincone sull’antidoto da utilizzare per arginare la deriva attuale: “Non è una campagna elettorale che restituirà all’Italia il suo decoro e il suo spirito pubblico – ha spiegato il governatore – è molto più lungo il lavoro che dobbiamo fare: è quello di una grande controffensiva sul piano culturale. Dobbiamo spiantare il berlusconismo dalla terra d’Italia”.

Berlusconi e i processi – Quanto al disegno del premier che – secondo molti – starebbe tentando in ogni modo di evitare le Aule dei tribunali per non farsi processare: “Gli esseri umani normali in uno Stato di diritto – ha osservato il leader di Sel – si tutelano con gli strumenti della difesa dentro al processo. Soltanto in regimi non particolarmente democratici ci sono coloro che pensano di potersi tutelare dal processo. Credo che questo sia un principio d’arbitrio – ha denunciato Vendola – una vera violenza costituzionale”.

Maria Saporito