Nigeria, il Nord scosso dalle violenze: 33 morti

Morti e feriti. Il successo alle elezioni del cristiano Goodluck Jonathan ha acceso numerosi focolai di violenze nella parte settentrionale della Nigeria. I sostenitori, principalmente musulmani, dell’ex capo dell’esercito Muhammadu Buhari, poi sconfitto alle urne, hanno dato vita a vere e proprie rivolte, distruggendo case, chiese e negozi nelle città di Kano e Kaduna. Secondo le prime stime, gli sfollati ammonterebbero ad alcune migliaia. Ci sono inoltre centinaia di feriti, soprattutto bambini e ragazzini ricoverati negli ospedali in seguito a lesioni da arma da fuoco e da machete. Le vittime sarebbero almeno 33. Il bilancio è tuttavia provvisorio ed è stato fornito da alcuni testimoni che hanno assistito agli scontri e dai soccorritori.

Profonde spaccature. Il neopresidente ha condannato gli scontri. “L’ambizione politica non può valere il sangue di un nigeriano” ha affermato Jonathan. È necessario superare le differenze ideologiche, politiche e religiose affinché il Paese sia unito. Tuttavia, non sarà semplice poiché le spaccature sono profonde tra le 150 milioni di persone che abitano la Nigeria. Jonathan è stato vincitore con il 57% dei consensi, ottenuti soprattutto nel Sud a maggioranza cristiana, ha battuto il suo diretto avversario Buhari che si è fermato al 31%, raccogliendo i voti dei musulmani del Nord.  “Dobbiamo rapidamente superare questa contrapposizione”, ha detto il presidente nigeriano nel discorso che ha accompagnato il suo insediamento.

Elezioni regolari. “È un voto che si è svolto regolarmente” ha spiegato il capo della polizia nigeriana Hafiz Ringim. Le contestazioni quindi non avrebbero alcun senso. Anche l’Unione Africana e l’Unione Europea hanno già convalidato il voto, definendolo libero e trasparente. L’Alto rappresentante dell’Ue per gli Affari Esteri Catherine Asthon ha affermato che queste elezioni sono “le più credibili” in tutta la storia del Paese africano e rappresentano “un passaggio importante per il consolidamento delle democrazia”. Tuttavia, il partito di opposizione ha espresso il suo dissenso lamentando brogli elettorali e ha affermato che non legittimerà la vittoria di Jonathan “fino a quando la commissione elettorale non avrà effettuato controlli incrociati per verificare la validità del voto”. A riferirlo è Yinda Odumakin, portavoce di Buhari.

Emanuele Ballacci