Per i 500 anni della nascita di Giorgio Vasari, esce dalla clausura un “Cristo nell’orto” mai visto prima

Sarà un’opera mai esposta prima, il “Cristo nell’orto”, la punta di diamante della mostra “Giorgio Vasari. Santo è bello” che da domani, mercoledì 20 aprile, e fino al prossimo 31 dicembre, sarà visitabile negli spazi del Palazzo Vescovile di Arezzo. Sulla tavola, dipinta nel 1571 e conservata nel monastero di clausura di Camaldoli, quindi praticamente mai vista, sono emerse notizie inedite grazie agli studi recenti di Alberta Piroci e al raffronto con un’altra versione dello stesso soggetto vasariano, eseguito in epoca diversa, che per l’occasione arriverà dal National Museum di Tokyo dov’è custodito.
Organizzata nell’ambito delle celebrazioni dei 500 anni della nascita di Giorgio Vasari (1511 – 1574), l’esposizione seleziona i dipinti di argomento sacro dell’artista rinascimentale, primo storico dell’arte con le sue “Vite de’ pittori”. Delle cinque sale del piano terra del Palazzo Vescovile, due saranno dedicate al pittore aretino mentre le altre tre ospiteranno le opere di punta del Museo Diocesano, a testimonianza di una tradizione e di una produzione locale di estremo interesse dal punto di vista religioso, oltre che storico-artistico. Come i tre Crocifissi lignei del XII e XIII secolo, gli affreschi staccati con l’Annunciazione di Spinello Aretino e il San Girolamo nel deserto di Bartolomeo della Gatta, proveniente dal Duomo di Arezzo. Per la prima volta in forma completa, saranno esposti anche gli stendardi processionali di Giorgio Vasari, omaggi alle confraternite della città, che l’artista  con devozione realizzò sia agli inizi che al termine della sua carriera artistica.

Valentina De Simone