Pisapia: Moratti costretta a prendere le distanze da Lassini

Un’arma a doppio taglio, ma per incidere in entrambi i casi a favore degli interessi del Popolo della Libertà. Questo in sintesi il giudizio che Giuliano Pisapia, avvocato penalista nonché candidato sindaco di Milano nelle file del centrosinistra in occasione delle prossime elezioni amministrative, ha dato in merito alla vicenda dei manifesti affissi per le strade della capoluogo lombardo in cui si denunciava la presenza, all’interno della Procura di Milano, di magistrati equiparabili ai terroristi di estrema sinistra.
Per Pisapia, quello del candidato al consiglio comunale Roberto Lassini (Pdl), non è stato il gesto sopra le righe di un singolo individuo, ma deve essere contestualizzato all’interno della cornice politica che caratterizza l’attualità sia a livello locale, che nazionale: da una parte le elezioni amministrative e il presunto intento di accendere la bagarre, dall’altro la questione concernente l’eterna battaglia fatta dal presidente del Consiglio Silvio Berlusconi contro quelle che lui per primo ha ribattezzato come toghe rosse, alludendo così a una politicizzazione dell’operato della magistratura.

“Strategia che va avanti da mesi” – Il candidato sindaco della coalizione di centrosinistra pare non avere dubbi: “E’ ormai del tutto evidente – ha commentato Pisapia – che quella dei manifesti che equiparano i giudici ai terroristi non è l’iniziativa di un singolo, ma che si tratta di una strategia che va avanti da mesi. Sono chiare le responsabilità politiche dei vertici del Pdl locali e non, per un messaggio volto a delegittimare la magistratura e ad avvelenare la campagna elettorale“.
Per quanto, invece, riguarda la presa di distanze da parte dell’attuale sindaco Letizia Moratti, che cercherà di riconfermare la propria carica in occasione delle prossime elezioni, l’avvocato milanese lo ritiene un atto dovuto: “Non poteva fare altro che affermare l’incompatibilità della sua candidatura con quella di Lassini. La presenza di quest’ultimo, anche all’opposizione, in Consiglio Comunale sarebbe uno sfregio per Milano democratica e medaglia d’oro per la Resistenza”.

Simone Olivelli