Roberto Lassini: Non farò da capro espiatorio

Finito nell’occhio del ciclone per lo slogan apparso su alcuni manifesti affissi a Milano (“Via le Br dalle Procure”), Roberto Lassini tenta oggi di discolparsi. O per lo meno di spiegare che merita un'”indulgenza” maggiore. A chi gli chiede di ritirare la sua candidatura alle prossime consultazioni amministrative di Milano, il pidiellino spiega di non voler fare “da capro espiatorio” e riporta l’attenzione sui tanti colleghi che continuano a lavorare nonostante le conclamate condanne. E messo alle strette: “Sono pronto a resistere – dichiara combattivo Lassini – e se mi arrabbio, ho tanto da raccontare”.

Non sarò il capro espiatorio – Roberto Lassini non ci sta ad essere messo da parte. Dopo la “confessione” sui famigerati manifesti che invitavano a tenere lontani dalle Procure presunti togati “brigatisti”, l’esponente del Pdl – candidato al consiglio comunale di Milano – tenta di spiegare le sue ragioni. “Sono pronto a resistere – dichiara a La Repubblica – E se mi arrabbio ho tanto da raccontare. Non voglio fare da capro espiatorio. Mi escludono perché sono indagato per un presunto reato di opinione, mentre in Parlamento ci sono ladri condannati. Non parlo solo del Pdl – precisa Lassini – ma di tutti i partiti. Io sono stato assolto dopo cinque anni di processo ai tempi di Mani Pulite e vengo messo alla gogna”.  E tornando sulla prova schiacciante della sua colpevolezza: “Mi sono assunto la responsabilità di quanto fatto dai militanti dell’ Associazione dalla parte della democrazia – precisa – Quello slogan è forte, è vero, ma riprende quanto detto da Silvio Berlusconi sul ‘brigatismo giudiziario’ di certi magistrati”. E sulla richiesta, avanzata da molti esponenti del suo partito (tra cui il primo cittadino di Milano), di ritirare la sua candidatura a consigliere comunale: “Mi spiace che la Moratti mi abbia chiesto di uscire dalla lista, questo è ovvio – ammette Lassini – Ma non ho nulla contro il sindaco né contro il partito. Rivendico solo il mio diritto di opinione“.

Maria Saporito