Scarcerato Pierluigi Concutelli: neofascista, uccise il giudice Occorsio

Curiosa la vita. Mentre nella maggioranza di governo continua a tenere banco la vicenda riguardante i manifesti che hanno associato i magistrati della Procura di Milano alle Brigate Rosse, risale a poche ore fa la notizia del ritorno in libertà di Pierluigi Concutelli, ex terrorista di estrema destra, già condannato a tre ergastoli per essere stato l’autore di tre omicidi tra cui quello, triste scherzo del destino, del giudice Vittorio Occorsio, ucciso nell’estate del 1976. A dare la notizia della scarcerazione è stato il legale di Concutelli e a quanto pare la decisione deriva dalla precaria salute dell’ex leader di Ordine Nuovo, già colpito due anni fa da un ictus.

Orgogliosamente neofascista – La storia di Pierluigi Concutelli parte da Roma dove nacque nel 1944 ma si sviluppa molto più a sud, a Palermo, dove sin da giovanissimo si avvicinò agli ambienti fortemente nostalgici del Ventennio. Diventato leader del Movimento politico ordine nuovo (Mpon), la carriera di Concutelli all’interno del terrorismo nero ebbe il suo nefasto momento di gloria quando nel 1976 si rese protagonista dell’assassinio del giudice Occorsio macchiatosi di una colpa che venne descritta con toni enfatici nel volantino che rivendicò l’attentato: “La giustizia borghese si ferma all’ergastolo, la giustizia rivoluzionaria va oltre. Un tribunale speciale del M.P.O.N., ha giudicato Vittorio Occorsio e lo ha ritenuto colpevole di avere, per opportunismo carrieristico, servito la dittatura democratica, perseguitando i militanti di Ordine Nuovo, le idee di cui questi sono portatori”.
Per quell’omicidio Concutelli venne arrestato e trasferito nel carcere di Volterra. Negli anni seguenti il neofascista, per niente pentito del proprio passato e mentre si trovava nel carcere di Novara, partecipò allo strangolamento di altri due ex terroristi da lui accusati di delazione.
Adesso a sessantasette anni Concutelli ritorna in libertà, con una salute molto precaria e un passato indelebile.

Simone Olivelli