“This must be the place”: ecco le prime scene del nuovo film di Sorrentino

Clip circola sul web – È stato diffuso su Internet un video con alcune outtakes del nuovo film di Paolo Sorrentino, This must be the place. Primo lavoro oltreoceano del regista italiano, il film vede la partecipazione di star del calibro di Sean Penn e Francis McDormand e verrà presentato in concorso al 64° Festival di Cannes. Ad affiancare Sorrentino in questo nuovo lavoro (la cui uscita nelle sale è prevista per il prossimo autunno) il co-sceneggiatore Umberto Contarelli e l’ormai inseparabile direttore della fotografia Luca Bigazzi. La storia è quella di Cheyenne, una rockstar (impersonata da Penn, con le fattezze molto simili a quelle di Robert Smith dei Cure), che ritiratasi dalle scene intraprende un viaggio attraverso gli Stati Uniti alla ricerca dell’aguzzino nazista del padre, in bilico tra ansia di redenzione e desiderio di vendetta.

Dalle immagini del video è evidente l’omaggio di Sorrentino all’America senza frontiere, al mito delle sconfinate Highways, intriso sempre di quello stile malinconico, lirico ed esistenzialista che ormai è un vero marchio distintivo del regista campano. Il brano che fa da sottofondo alla clip si intitola Every Single Moment in My Life is a Weary Wait, composto da Nino Bruno? ed eseguita da Nino Bruno e le 8 Tracce (già collaboratori di Sorrentino per L’uomo in più). Gran parte della colonna sonora del film porta invece la firma di David Byrne (storico leader dei Talking Heads, band amata da Sorrentino e autrice del brano che dà il titolo al film) e del cantautore folk Will Oldham.

La maggior parte delle canzoni che sto scrivendo saranno cantate da un’altra persona nel film, non da Sean Penn” ha dichiarato Byrne ad un quotidiano di Detroit. Sembra inoltre che il cantante farà un cameo nel film. Dopotutto il legame di Sorrentino con il mondo della musica è molto forte: non è un caso che nel cast sia presente anche la giovane Eve Hewson, figlia diciannovenne di Paul David Hewson, meglio noto come Bono Vox degli U2.

Roberto Del Bove