Arrigoni, blitz di Hamas: un arresto. Dubbi sulla morte

Raid efficace. Un arresto e due uccisioni: è il bilancio del blitz delle forze di sicurezza di Hamas realizzato per catturare gli assassini di Vittorio Arrigoni, il volontario italiano ucciso lo scorso 14 aprile. Un piano orchestrato alla perfezione: tuttavia, tre poliziotti sarebbero rimasti feriti dalla scoppio di una granata. L’irruzione nel campo profughi di Nuseirat, nel centro della Striscia di Gaza, ha offerto giustizia alla memoria dell’italiano. La sua salma verrà rimpatriata in Italia e domani il corpo sarà sottoposto a un’autopsia. La camera ardente dovrebbe essere allestita nell’abitazione di famiglia, a partire da venerdì. I funerali avranno luogo domenica 24 aprile, giorno di Pasqua, alle ore 16.30 i funerali. Lo ha riferito Don Fabrizio, parroco di Bulciago (Lecco), paese natale di Arrigoni.

Quattro arresti. Secondo le prime ricostruzioni offerte dei servizi di sicurezza palestinesi, sarebbero state diverse le sorti dei tre ricercati. Il giordano Abdul-Rahman al-Breizat, capo della cellula salafita, si sarebbe suicidato con un colpo d’arma da fuoco, mentre il palestinese Bilal al-Umari sarebbe morto per le ferite subite durante uno scontro a fuoco. Infine, il palestinese Mahmoud Muhammad Nimir Salfiti, lievemente ferito dai colpi esplosi, sarebbe stato catturato e tratto in arresto. Nel corso del blitz sarebbero inoltre stati fermati altri tre membri di secondo piano del gruppo, i quali potrebbero conoscere alcuni dettagli che hanno portato all’uccisione di Arrigoni.

Dubbi sulla morte. La madre di Arrigoni aveva chiesto nei giorni scorsi di risparmiare la vita agli assassini di suo figlio. “Che giustizia sia fatta, che i colpevoli paghino, ma nel rispetto della dignità della vita umana” aveva dichiarato la donna. Tuttavia, Hamas ha voluto a tutti i costi vendicare Arrigoni. Sarà però necessario fare più luce sulla sua morte. Infatti, il rapimento e l’uccisione dell’attivista italiano sono stati subito attribuiti a una cellula salafita esterna a Hamas, che ha agito proprio con l’obiettivo di screditarne immagine e valore. Tuttavia, l’Autorità Nazionale Palestinese ha immediatamente fatto notare che due degli assassini erano sul libro paga di Hamas. La circostanza è stata direttamente confermata dalle autorità di Gaza poiché al momento di diffondere nomi e foto dei ricercati, la verità è venuta a galla. Sarà necessario ora appurare i reali mandanti dell’omicidio, anche se difficilmente si farà chiarezza.

Emanuele Ballacci