Cappuccetto Rosso Sangue: una buona idea non sfruttata al meglio

Il romanzo tratto dal film in uscita il 22 aprile – Nell’agosto 2009 la regista Catherine Hardwicke, come spiega nell’introduzione del libro Cappuccetto Rosso Sangue, riceve una sceneggiatura intitolata The Girl with the Red Riding Hood. Scritta da David Leslie Johnson e basata su un’idea di Leonardo DiCaprio, la sceneggiatura diventa subito un progetto della Warner Bros a cui la regista di Twilight aderisce con entusiasmo.

Il film che vede protagonisti Amanda Seyfried, Shiloh Fernandez, Max Irons, Gary Oldman e Julie Christie arriverà sugli schermi italiani il 22 aprile ma è già possibile leggere il romanzo che ne è stato tratto, scritto da Sarah Blakley-Cartwright. L’autrice è stata scelta dalla stessa Hardwicke che le ha affidato il progetto. Sarah è infatti un’amica della regista e si è da poco laureata al Barnard College. Nonostante la scrittrice si sia impegnata nel cercare di approfondire i diversi personaggi, intervistandone gli interpreti e seguendo la produzione del film, la sua inesperienza è il fattore che rende Cappuccetto Rosso Sangue un libro piuttosto banale e dalla scrittura poco incisiva.

La storia vede protagonista Valerie: una ragazza innamorata del suo amico di infanzia Peter, ma destinata a sposarsi con il facoltoso Harry per decisione della sua famiglia. La giovane decide quindi di scappare insieme al ragazzo da lei amato ma la morte della sorella Valerie interrompe i progetti della coppia. Valerie è stata uccisa da un lupo mannaro che da anni si aggira intorno al villaggio pretendendo un sacrificio animale ogni mese. Paure e sospetti crescono nella piccola comunità, aumentati dall’arrivo di Padre Salomon che rivela agli abitanti che durante il giorno il lupo mantiene un aspetto umano. Valerie inizia a temere che una persona a lei vicina sia il colpevole degli attacchi alle persone e gli eventi precipitano in breve tempo in una spirale di violenza.

La favola di Cappuccetto Rosso in questo adattamento si rivolge a dei lettori, e spettatori, adolescenti e più adulti che si potrebbero confrontare ed immedesimare nei turbamenti di Valerie di fronte al primo grande amore o al desiderio di indipendenza e di libertà della ragazza. Il lupo cattivo diventa una metafora del lato oscuro nascosto potenzialmente in ognuno, suscita istinti di protezione e mette in evidenzia la facilità con cui ogni cosa può degenerare all’interno di una società. I propositi alla base del progetto erano ottimi e la lettura del romanzo scorre veloce anche se lo stile dell’autrice è acerbo, a tratti troppo superficiale nelle descrizioni e nei dialoghi, e senza un vero approfondimento delle personalità e delle motivazioni dei suoi protagonisti.
Il finale, inoltre, anche se appare piuttosto scontato, non è contenuto nelle pagine per non rovinare la sorpresa a chi andrà al cinema per vedere il film: un’espediente di marketing poco apprezzabile dal punto di vista dei lettori. Cappuccetto Rosso Sangue spreca l’occasione di modernizzare una favola antica e si limita a seguire uno schema già utilizzato in numerosi altri racconti e film.

Cappuccetto Rosso Sangue
Autore: Sarah Blakley-Cartwright
Casa Editrice: Mondadori
Pagine: 283
Prezzo: 17€

Beatrice Pagan