Confindustria: Economia in rallentamento, Italia in ritardo

L’economia globale è in rallentamento, anche se nella seconda metà dell’anno ci sarà una ripartenza. Ad affermarlo è la Congiuntura flash del Centro Studi Confindustria. “Restano molto ampi i divari di dinamismo – si legge nella nota – con alcune economie molto vivaci e altre in ritardo e l’Italia appartiene a queste ultime.

La situazione. “Da qualche mese – spiegano dal Csc – la produzione industriale oscilla senza direzione, l’occupazione è stabile e la Cig torna a salire, l’export mantiene un buon passo, ma inferiore a quello dei mercati di riferimento (tra i quali sono importanti Nord Africa e Medio Oriente, ora in subbuglio). L’accelerazione dei prezzi al consumo rispecchia le maggiori bollette energetiche e alimentari e trasferisce potere d’acquisto dai consumatori ai Paesi esportatori di input primari, ma non ci sono sintomi di trasferimento su altri listini (l’inflazione core sale molto poco) né, tantomeno, sulle retribuzioni (che scontano l’alta disoccupazione)”.

Rallentamento passeggero. Sempre secondo la Confederazione Generale dell’Industria Italiana, il ritmo della ripresa mondiale ha iniziato a scemare dai sostenuti livelli del primo trimestre 2011. Si tratta di un rallentamento “in parte naturale, dati i ritmi molto elevati degli ultimi mesi. Ma cominciano anche a farsi sentire i rialzi delle materie prime, i tassi di interesse in aumento in molte nazioni, i sommovimenti politici nordafricani e mediorientali e il terremoto giapponese. La turbolenta gestione degli alti e crescenti debiti sovrani diffonde nuova incertezza”. Gli indicatori anticipatori, proseguono gli industriali, dicono che la frenata, registrata in alcune statistiche congiunturali, “è passeggera e che nella seconda metà dell’anno si assisterà a una ripartenza. Non tengono – però – conto degli effetti ritardati delle peggiori ragioni di scambio (dovute al caro commodity) e del maggior costo del denaro, il cui aumento è in corso da qualche mese a livello globale e viene accentuato dalle decisioni della Bce. Tutto ciò – osserva il comunicato del Csc – non mette a rischio la ripresa, ma la renderà più debole di quanto già non provochino le conseguenze della crisi sui posti di lavoro, sui bilanci bancari, sui mercati immobiliari e sui margini aziendali”.

Ripresa dell’occupazione. Per quanto riguarda il mercato del lavoro arrivano, secondo Confindustria, “segnali positivi”, anche se “non si delinea ancora un’inversione di tendenza”. “La contrazione dell’occupazione nel primo bimestre 2011 (-0,2% a febbraio su dicembre) si contrappone all’aumento nel quarto trimestre 2010 (+0,2% sul terzo), che seguiva il marcato calo nel terzo trimestre (-0,3%). Le aspettative delle imprese indicano che l’emorragia occupazionale è in esaurimento. La domanda di lavoro sta tornando ad aumentare: è in ripresa l’occupazione a tempo determinato (+5,1% annuo nel quarto trimestre 2010)”. Tuttavia, resta ampia nei settori dove la produzione è ancora molto al di sotto dei livelli pre-crisi la forza lavoro inutilizzata. “La Cig autorizzata – infatti – ha ripreso a salire in misura significativa in marzo (+45,1% su febbraio), ben al di là di quanto giustificato da fattori stagionali”.

Mauro Sedda