Il Senato approva lo stop al nucleare. Romani: Stop al referendum ora

Senato – E’ stato approvato l’emendamento che ferma il ritorno del nucleare. Il ministro: “Abrogate le norme del quesito di giugno“. Primo sciopero nazionale dei metalmeccanici del fotovoltaico contro il decreto “ammazza rinnovabili“. Protestano anche gli imprenditori: “La nuova bozza non va bene“.

L’emendamento – Con 133 sì, 104 no e 14 astensioni, passa l’emendamento al dl omnibus che ferma il ritorno dell’atomo. Un voto che secondo Romani “abroga tutte le norme contenute nel quesito referendario“, e la dice molto lunga sulla motivazione.
Il ministro si è limitato in sostanza a riferire che “abbiamo rivisto l’impostazione sul nucleare data nel 2009 e rinviamo una decisione così importante ad un chiarimento complessivo in sede Europea“, ribadendo quanto era ormai evidente circa le sorti del referendum. “I cittadini sarebbero stati chiamati a scegliere fra poche settimane fra un programma di fatto superato o una rinuncia definitiva sull’ onda d’emozione assolutamente legittima ma senza motivi di chiarezza“. 
I promotori del referendum temevano proprio questo, l’intenzione del governo si mettere da parte il nucleare e poi riprenderlo subito dopo il referendum.

Le energie rinnovabili – Resta aperta la questione delle rinnovabili dopo lo stop al nucleare. Insieme ai metalmeccanici di Fiom, Fim e Uilm a protestare c’erano oggi anche ambientalisti e imprenditori. Tra cui Stefano Neri, fondatore di Terni Energia e Terni Green. “Sono qui, a fianco dei miei dipendenti perché le aziende del fotovoltaico in Italia rischiano di cessare la propria attività. Questo decreto è un regalo enorme alla speculazione, penalizza la parte industriale e blocca la ricerca. Rischiamo un ridimensionamento improvviso e drastico, soprattutto a livello occupazionale“.
Per oggi infatti, era stato indetto uno sciopero generale nazionale e sit in davanti al ministero dello Sviluppo Economico. I lavoratori del settore fotovoltaico sono scesi in piazza oggi a Roma per protestare contro il decreto di marzo, che rivede la politica di incentivi alle rinnovabili, fissando un tetto alla potenza installabile nel corso dell’anno.
Il responsabile energia della Cgil nazionale, Antonio Filippi, ha spiegato che “stamani c’è il primo sciopero del solare fotovoltaico in Italia. Questo è un settore che si regge sugli incentivi che non possono essere diminuiti adesso perchè altrimenti muore. Le aziende crollano e ci sono 120mila persone occupate che rischiano il posto di lavoro. Chiediamo al Governo di mantenere l’impegno sugli incentivi preso ad agosto del 2010“.

 Matteo Oliviero