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Lady Gaga ama “Judas”, i cattolici: “Non ascoltatela o andrete all’inferno”

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Polemiche sul brano Judas – “Mi sono innamorata di Giuda… gli laverò i piedi con i miei capelli… Lo perdonerò quando la sua lingua mentirà al suo cervello, anche dopo che tre volte mi avrà tradito”. Questi sono solo alcuni stralci del testo di Judas, il nuovo brano di Lady Gaga (nome d’arte di Stefani Joanne Angelina Germanotta) uscito su iTunes con anticipo rispetto ai programmi, a causa del tradimento di un amico della cantante, che ha passato il brano anzitempo ad alcuni hacker. La strategia di marketing prevedeva infatti l’uscita del brano nella giornata di ieri, martedì santo, una delle tre giornate in cui la Chiesa contempla il tradimento di Giuda, a sottolineare il carattere provocatorio e a suo modo blasfemo del nuovo brano di Lady Gaga. Il quale, a un primo sguardo più letterale, risulta una dichiarazione d’amore nei confronti di quello che i Vangeli raccontano essere il traditore di Cristo.

Le polemiche sono ovviamente divampate in poco tempo. Se gli album dei Beatles erano stati condannati al rogo perché John Lennon aveva dichiarato “siamo più famosi di Gesù”, ora nell’era del prosumer-web 2.0, l’insurrezione (per lo più cattolica) non poteva che arrivare tramite Youtube. Un’adolescente americana ha caricato sul noto sito un video in cui – in preda alla disperazione, fino ad arrivare al pianto – invita i suoi coetanei a non ascoltare il brano di Lady Gaga, pena la dannazione eterna. Non prima di aver evidenziato che già nel video di Bad Romance la cantante “indossava una croce al contrario, bruciava croci e faceva sesso con altre donne”, perché “il compito suo e di quegli altri è distrarre la gente da Dio“. E per poi concludere chiamandola Lady Gay-Gay, “perché è omosessuale e non andrà in Paradiso”. Già prima di lei Bill Donahue, presidente della Catholic League for Religious and Civil Rights, aveva denunciato che la cantante italo-americana “cerca di utilizzare l’iconografia cristiana per bilanciare le sue performance senza talento, banali e noiose”.

Insomma, nonostante stia bissando quanto già fatto da Madonna 20 anni fa (ricordate Papa don’t preach?), la Germanotta riesce sempre a provocare in modo da ottenere una reazione sproporzionata, non solo da parte dei giornali ma anche da parte dalla fascia dei consumatori. Eppure non pochi hanno sottolineato come il brano, letto più a fondo, possa essere una sorta di autoconfessione, dove viene riconosciuto il valore della virtù ma è la tentazione a farla da padrone (“Voglio amarti, ma c’è qualcosa che mi spinge lontano da te. Gesù è la mia virtù, Giuda è il demonio a cui mi aggrappo”). Ad ogni modo, comunque la si veda, di Judas già se ne parla tanto. Bene o male, nel regno del marketing, poco importa: la ricompensa sarà di certo superiore a trenta denari.

Roberto Del Bove

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