Ascoli, due omicidi in tre mesi: collegamento tra i casi Goffo e Rea?

La provincia di Ascoli Piceno sembra essere candidata a diventare il luogo da cui si dipanerà il prossimo mistero della recente cronaca. Due omicidi a distanza di poco più di tre mesi, corpi martoriati e pochi indizi: esiste un collegamento tra la morte di Rossella Goffo e quella di Carmela Rea? Il caso ha voluto che l’efferatezza di due assassini si concentrasse nel raggio di pochi chilometri oppure all’origine dei due macabri eventi vi è una matrice comune? Un serial killer o una setta esoterica?
E’ ancora presto per stabilirlo, ma certo è che il rinvenimento del cadavere della ventinovenne Carmela Rea ha riportato alla luce un altro delitto ancora insoluto, accaduto il 5 gennaio scorso.

Rossella Goffo, uccisa e mutilata – Ossa che riaffioravano dal terriccio del bosco dell’Impero. E’ così che, lo scorso 5 gennaio, si conclusero le ricerche della quarantanovenne Rossella Goffo, funzionaria della prefettura di Ancona, scomparsa nel maggio del 2010. Il cadavere della donna venne ritrovato mutilato delle mani e di una gamba. Come presunto colpevole dell’omicidio è stato indagato un collega della vittima, Alvaro Binni: entrambi sposati con figli, si pensa avessero avuto una relazione sentimentale. Ed è proprio al movente passionale che gli inquirenti puntano per districare un caso che circondato comunque da molti dubbi. Binni si è sempre dichiarato estraneo alla vicenda e ha più volte sostenuto che tra i due fosse proprio la Goffo a essere più ossessiva nel cercare l’altro, al punto che l’uomo la denunciò anche per stalking.

Carmela Rea ritrovata sfigurata – Il ritrovamento ieri del corpo di Carmela Rea, la ventinovenne scomparsa due giorni prima mentre era in compagnia del marito Salvatore Parolisi, caporalmaggiore dell’esercito, e del figlio di diciotto mesi a Colle San Marco, ha lasciato tutti sbigottiti: il cadavere della donna era sfigurato in volto, con la gola tagliata, denudato e con due siringhe conficcate una all’altezza del collo e l’altra sul pube. Ultimo particolare inquietante, una svastica incisa sulla pelle di Carmela.
Gli inquirenti che si occupano del caso attenderanno i risultati dell’autopsia per iniziare a inquadrare il delitto. A indirizzare le forze dell’ordine nel luogo dove era stato abbandonato il cadavere è stata una telefonata anonima proveniente da una zona distante poco più di quindici chilometri da Colle San Marco.
Nell’attesa che le indagini inizino a fare luce sulla vicenda si rincorrono le prime voci: le più inquietanti vedrebbero un collegamento tra i delitti di Rossella Goffo e di Carmela Goffo. C’è chi pensa a un serial killer e chi torna a parlare – dopo i casi di Yara Gambirasio e della donna mutilata in provincia di Roma – di sette esoteriche.

Simone Olivelli