Libia, due giornalisti uccisi da un colpo di mortaio. Strage di civili

Giornalisti vittime della guerra. L’inglese Tim Hetherington e l’americano Chris Hondros, entrambi di 41 anni, sono i due fotoreporter rimasti uccisi ieri a Misurata, in Libia, da alcuni colpi di mortaio sparati dall’esercito di Gheddafi. Esperti giornalisti in zone di guerra, erano celebri nei rispettivi paesi di origine. –Tim Hetherington era un “veterano” sui fronti e aveva assistito in prima linea ai conflitti in Liberia, Sierra Leone e Nigeria. Era stato candidato all’Oscar per il suo reportage sulla guerra in Afghanistan. Chris Hodros, presente anche in Kosovo e Iraq, lavorava per l’agenzia fotografica Getty Images ed era stato uno dei finalisti per il premio Pulitzer nel 2004.

Una prima ricostruzione. Erano accorsi in Tripoli Street, principale via di comunicazione della città di Misurata e teatro di violenze e scontri tra i ribelli e le forze fedeli all’ex raìs, per documentare gli sviluppi degli avvenimenti. Tuttavia, poiché ieri regnava una calma piatta, avevano deciso di far ritorno in hotel.  Proprio quella mossa è stata letale per le loro sorti: sono stati infatti colpiti e feriti a morte da un proiettile di mortaio. “A Misurata c’è una pioggia indiscriminata di razzi” aveva commentato Hetherington su Twitter pochi instanti prima di essere ucciso. A riferire l’accaduto è stata Orla Guerin, corrispondente della Bbc, unica testimone dell’uccisione dei suoi colleghi.

Strage di civili. I colpi di mortaio, secondo quanto riferisce il “New York Times”, avrebbero inoltre ferito altri due giornalisti che si trovavano nella stessa zona. Guy Martin, inviato britannico dell’agenzia fotografica Panos, e Michael Christopher Brown, fotoreporter statunitense, sono stati colpiti ma non sarebbero in pericolo di vita. Continua inoltre la strage di civili in Libia. Nella giornata di ieri almeno una decina di persone sarebbero rimaste uccise nei dintorni di Tripoli. Khalid Abufalgha, esponente della Commissione medica di Misurata, ha elaborato un primo bilancio. Complessivamente nella città sarebbero morte circa 365, di cui almeno 85 civili, mentre 5mila sarebbero i feriti.

Emanuele Ballacci