Modifiche art.1, Cicchitto: Eversivi sono i magistrati

Due pesi e due misure. Non smette di suscitare polemiche l’iniziativa legislativa del deputato pidiellino Remigio Ceroni, autore ieri di una proposta di revisione dell’art.1 della Costituzione, finalizzata a porre il Parlamento al di sopra di ogni altro potere dello Stato, nella veste di “titolare supremo della rappresentanza politica della volontà popolare espressa mediante procedimento elettorale. All’opposizione che grida al golpe, replica oggi il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto, secondo il quale l’iniziativa del collega è ”del tutto personale” ed ”impropria”. Detto questo, a detta di Cicchitto, ”è clamorosa” l’esistenza di ”due pesi e due misure” che sta caratterizzando il dibattito politico in merito alla proposta del parlamentare marchigiano.
Un dibattito antico. ”E’ stato creato un caso per l’iniziativa legislativa del tutto personale, non conosciuta né dal gruppo né dal partito, di un singolo parlamentare che, per esser chiari, non è stato ispirato da nessuno affinché mandasse messaggi in alcuna direzione”, precisa Cicchitto nella nota. E’ tuttavia “assai singolare – precisa l’esponente berlusconiano – che venga considerata addirittura eversiva l’espressione ‘centralità del Parlamento‘ che fu coniata negli anni Settanta prima da Pietro Ingrao, poi fatta propria dal Pci, e che allora suscitò certamente dibattiti ma nessuno scandalo istituzionale”.

L’ennesimo attacco alla magistratura. A detta del capogruppo Pdl, ”l’esistenza di due pesi e di due misure nella comunicazione ormai è clamorosa perché potremmo fare un lungo elenco di insulti a  Berlusconi rivoltigli anche in Parlamento, di autentici propositi eversivi e di espressioni del tutto impoprie e improvvide usate da magistrati collocati ai vertici dell’Anm”, conclude Cicchitto riproponendo il leitmotiv della propaganda berlusconiana.

R. E.