Omicidio Carmela Rea: siringhe in gola e svastica sulla schiena

Una morte orrenda. Due siringhe conficcate nel corpo, il volto e la gola squarciati e una inquietante svastica sulla schiena: il cadavere di Carmela Melania Rea, la 29enne originaria di Napoli ma residente a Folignano, scomparsa quattro giorni fa da Colle San Marco vicino Ascoli, è stata ritrovato così a Ripe di Civitella, nel Teramano, dopo una telefonata anonima giunta al 113 di Teramo.

La scomparsa. La donna era sparita durante una passeggiata con il marito, caporale maggiore dell’Esercito del 235esimo Reggimento Piceno, e con la figlioletta di 18 mesi. Allontanatasi dal resto della famiglia per andare in bagno, la Rea non è però mai arrivata nel chiosco vicino al luogo della scomparsa. I segni di percosse e i lividi sul cadavere fanno pensare a una vendetta, sebbene gli investigatori escludano al momento la violenza sessuale. Il corpo della Rea è stato trasportato nella notte all’obitorio dell’ospedale di Teramo dove sarà effettuata l’autopsia.

Strane coincidenze. Il corpo è stato ritrovato in una frazione del comune di Civitella del Tronto in provincia di Teramo, in una zona montana collegata con una strada locale a Colle San Marco, a pochi chilometri di distanza dal Bosco dell’Impero dove il 5 gennaio scorso è stato rinvenuto il cadavere di Rossella Goffo, la funzionaria della Prefettura di Ancona scomparsa mesi prima, per la cui morte è indagato l’amico Alvaro Binni.

R. E.