Santanchè e Castelli difendono Lassini: La Moratti ha sbagliato

Milano – La Santanchè e il leghista Castelli difendono Lassini, l’autore dei manifesti che accomunavano i magistrati alle Brigate Rosse.

Lassini – Nell’esecutivo non tutti prendono le distanze da Lassini, reo confesso sui manifesti attaccati a Milano che riportavano la scritta: “Fuori le Br dalle Procure”.
Daniela Santanchè e Roberto Castelli lo difendono.
Durante la trasmissione La Zanzara su Radio 24, prima il sottosegretario poi il viceministro sono intervenuti con alcune dichiarazioni che hanno risvegliato la polemica politica.
Lassini era candidato nella lista del Pdl a Milano e dopo l’intervento di Napolitano la Moratti aveva addirittura minacciato “O lui o me”, pur di far ritirare la sua candidatura.
Io voterei Lassini anche in nome di Enzo Tortora perché la battaglia è la stessa, quella della giustizia”, ha detto Santanchè.
Mentre Castelli ha attaccato il segretario dell’Anm: “Le parole di Cascini sono peggio dei manifesti di Roberto Lassini a Milano sulle br ma Napolitano ha taciuto”. 
Immediata la reazione di Leoluca Orlando dell’Idv: “Santanchè istiga all’odio contro i magistrati: il suo è un atteggiamento eversivo, si dimetta immediatamente”.

Daniela Santanchè –
La Moratti ha sbagliato a impuntarsi affinché Lassini ritirasse la sua candidatura. E’ sbagliato fare i diktat, fare i ricatti. Anche io non ho bisogno di fare il sottosegretario, cosa vuol dire? Lo faccio per passione. Bella responsabilità dire una frase del genere, allora cosa vuol dire, che se ne sarebbe fregata altamente e avrebbe consegnato questa città alla sinistra? Bell’esempio!”. E ancora: ”Sui giornali c’è scritto che ha detto o me o Lassini, ma Berlusconi ha un interesse che va un attimino più in là della Moratti“.
Poi sul candidato al centro della polemica: “Lassini lo voterei perché sono contro l’ingiustizia, perché sono stufa di questi magistrati, pubblici ministeri, procure. Secondo me prenderà tantissime preferenze perché sono molte le persone incavolate con le procure: le procure hanno fatto cadere gli ultimi cinque governi”.

Castelli –Come mai il Presidente della Repubblica lì non è intervenuto? Cascini aveva offeso il Parlamento – ha proseguito – e Napolitano è per Costituzione il capo dei magistratiIn quell’occasione secondo me qualche parola poteva anche spenderla. Cascini ha un livello di responsabilità enormemente superiore: da una parte c’è un cittadino casualmente candidato che ha scritto una boiata, e dall’altra parte c’è un rappresentante della classe dei magistrati. Il livello di responsabilità mi sembra ben diversa. Il cittadino, tra l’altro, va di fronte a un tribunale inappellabile che è quello degli elettori, e invece quel magistrato lì non va davanti a nessuno”, ha detto. La cosa che mi colpisce di quei manifesti è comunque questa: chissà come mai tutti, leggendo i manifesti di Lassini, hanno pensato subito ai pm e non, chessò, a qualche funzionario fiancheggiatore. Chissà come mai i pm, eh”.

Matteo Oliviero