Ceroni, il Fatto accusato di aver attuato il metodo Boffo: è davvero così? (Video)

L’appuntamento odierno con la rubrica Media, andata in onda in coda al Tg1 delle 13, ha visto un attacco nemmeno troppo velato a Il Fatto Quotidiano, il giornale diretto da Antonio Padellaro. Sotto accusa la prima pagina che la testata ha dedicato a Remigio Ceroni, il deputato Pdl giunto sotto i riflettori per la proposta di riformare l’articolo 1 della Costituzione, in cui veniva resa nota la notizia della denuncia per percosse fatta dalla moglie dell’esponente della maggioranza. Questo il titolo utilizzato da Il Fatto Quotidiano: “Ieri picchiava la moglie, oggi riforma la Costituzione“.
Ma come ha trattato la vicenda il telegiornale della prima rete pubblica? In un servizio a cura di Francesca Oliva e Mario Prignano viene detto: “Dopo una fiammata di improvvisa popolarità, il deputato Pdl Remigio Ceroni è scomparso da tutti i giornali salvo uno che tra le tante notizie ha scelto di dedicargli quest’apertura. Il motivo? Nessuno nuovo episodio di cronaca. Ceroni ha solo proposto come altri parlamentari di riformare l’articolo 1 della Costituzione. Una colpa che il quotidiano di Padellaro non poteva perdonargli“.
Rimane da chiedersi se per i due giornalisti Rai il primo articolo della Costituzione sia da considerarsi semplicemente come quello che precede gli altri centotrentotto.

Metodo Boffo? – D’altra parte numerose sono state le testate che hanno preso di mira la scelta del Fatto, gridando alla riproposizione del cosiddetto metodo Boffo. E fa strano pensare che a gridare allo scandalo siano proprio quelli che della subdola tecnica sono stati i precursori. Ad esempio, un giornale come Libero, diretto da Maurizio Belpietro, riesce a titolare ‘Ceroni picchia la moglie: Nuovo Fango Quotidiano“.
Senza stare qui a prendere le difese di nessuno rimane da chiedersi se c’è differenza tra informare i cittadini delle beghe passibili di reato, anche se compiuto all’interno delle mura domestiche, di un deputato della Repubblica e divulgare invece informazioni sensibili sulle frequentazioni e inclinazioni di personaggi pubblici che, nel momento in cui stessero facendo ciò che viene scritto, rimarrebbero ampiamente all’interno della sfera della legalità.
Ma sono sottigliezze, un po’ come modificare un articolo della Costituzione.
Che volete che sia?

Simone Olivelli