Disabili: Barbie su sedia a rotelle, campagna choc in Toscana

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:44

Disabili, Campagna Choc. Si chiama I-Care ed è la nuova campagna di sensibilizzazione verso le problematiche dei disabili, ideata dall’omonima Fondazione . Un messaggio di forte impatto quello che passa dai cartelloni, in tutto quattro. Protagonista di questi ultimi l’intramontabile Barbie, la bambola più famosa del mondo, fabbricata in ormai infinite versioni. In Provincia di Empoli si è pensato di utilizzare la sua immagine per cercare di avvicinare i cittadini al mondo dei disabili. Se sui primi due manifesti la bambola bionda è tennista, ballerina ed  accompagnata dalla scritta “Un giorno della mia vita. Yes I Care”, su un terzo Barbie è seduta su una sedia a rotelle, paraplegica; lo slogan è ancor più eloquente: “Tutti possiamo diventare disabili. Ma ognuno di noi può aiutare. Disabili, non diversi. Yes I Care”.

Un problema lontano. La disabilità viene a volte percepita come un problema distante dalla vita di ogni giorno.Abbiamo scelto un’icona della perfezione per attirare l’attenzione”, ha spiegato il Presidente, Lorenzo Calucci, focalizzando l’attenzione su quanto talvolta le persone si concentrino sulla sola parola “disabile”, restandone intimorite. Una scelta fatta per sensibilizzare, per far capire che potrebbe accadere a chiunque (“tutti possiamo diventare disabili”) e che anche per questo c’è bisogno di un aiuto generalizzato e di una maggiore considerazione delle problematiche relative alle condizioni di vita sociale dei disabili.

L’amica Becky. Nel 1997, la Mattel mise in produzione la “sorella disabile” di Barbie, lanciandola con lo slogan “Rappresentiamo la diversita’ del mondo reale”. Altrettanto splendida quanto la sua amica più nota, fu probabilmente la prima bambola a regalare alle bambine degli anni 90 un’immagine differente e più profonda del gioco. Antonio Guidi, già ex-ministro (della famiglia) ai tempi dell’uscita di Becky, propose per quest’ultima la defiscalizzazione iva. Sensibilizzare, attraverso il gioco, e’ una scelta intelligente – spiegò allora l’ex ministro e portatore di Handicap – perche’ la diversita’ non deve essere vista come un fatto straordinario, ma quotidiano”. (fonte: archivio storico Corriere della Sera).

A.S.



Iscriviti al canale Telegram di NewNotizie per non perdere nessun aggiornamento: CLICCA QUI!