Caso Lassini, Bocchino: La Moratti mente, il Pdl lo farà eleggere

Un candidato impresentabile. Non smette di suscitare clamore la vicenda di Roberto Lassini, il candidato nella lista del Pdl a Milano autore dei manifesti shock inneggianti alla cacciata delle Br dalle Procure. Lassini, che aveva annunciato la propria rinuncia alla campagna elettorale, sotto la pressione dell’out out del candidato sindaco Letizia Moratti, ha ritrattato tutto e, dopo aver incassato il pesante sostegno del premier Silvio Berlusconi, ha dichiarato di essere ancora in gioco, forte dell’enorme sponsor offertogli dal quotidiano ‘Il Giornale‘. Un affare torbido che provoca la sdegnata reazione del vicepresidente di Futuro e Libertà, Italo Bocchino, da tempo in prima linea nella critica al costume politico degli “amici” di una volta. E il duro attacco colpisce lo stesso primo cittadino del capoluogo lombardo.

Berlusconi il mandante. “Sui manifesti che accusano i magistrati di essere brigatisti la Moratti mente sapendo di mentire – dichiara Bocchino in una nota – Il ritiro di Lassini è una bufala e la struttura del premier è già scesa in campo per eleggerlo con moltissime preferenze, come dimostrano la telefonata di solidarietà del premier e la sponsorizzazione del Giornale di proprietà di Berlusconi”. “Se la Moratti fa sul serio – aggiunge il braccio destro del presidente della Camera – pretenda il ritiro ufficiale della candidatura, come prevede una vecchia sentenza della Corte Costituzionale, altrimenti dica con chiarezza che cerca i voti di chi addita i magistrati al pubblico ludibrio. Tra l’altro è facile provare che il mandante dei manifesti è Silvio Berlusconi in persona. È certamente il mandante morale, come ha ammesso lo stesso Lassini, mentre la sua struttura propagandistica potrebbe essere il mandante materiale, visto che la grafica e i caratteri del manifesto sono identici a tutte le campagne berlusconiane e al simbolo del Pdl”.

No alla Moratti anche al ballottaggio. “La Moratti anziché indignarsi ammetta di essere la rappresentante della linea Berlusconi-Lassini, linea non condivisibile neanche turandosi il naso. Questa, infatti, è un’ulteriore ragione che ci allontana dalla Moratti, che per noi sarà impossibile da votare al ballottaggio, anche perché siamo nati per aprire le narici ad aria nuova e non per turarle dinanzi all’aria stantia del vecchio sistema dei poteri economici milanesi”, conclude l’esponente finiano.

Raffaele Emiliano