Referendum, l’opposizione insorge contro il sabotaggio

Nuovo dietrofront della maggioranza. La doppia marcia indietro del Governo che, dopo aver vanificato la consultazione sul nucleare, vorrebbe fare altrettanto col quesito referendario riguardante la privatizzazione delle risorse idriche, suscita l’indignata reazione delle opposizioni.

Un sabotaggio per difendere il padrone. Per il senatore del Pd, Giuseppe Lumia, ”quello sul referendum è un vero e proprio sabotaggio. Il governo ha paura che si raggiunga il quorum e insieme ai no al nucleare e all’acqua gli italiani dicano no anche al legittimo impedimento. Questo soltanto interessa al governo e alla maggioranza: proteggere il padrone. Proprio loro che inneggiano sempre alla legittimazione popolare adesso hanno paura che i cittadini si esprimano. Un atto meschino che intacca, ulteriormente, la democrazia italiana. Il nostro Paese – conclude Lumia – ha bisogno al più presto di un governo degno di questo nome”.

La paura degli elettori. Sulla stessa linea Stella Bianchi, responsabile Ambiente del Pd. ”Il governo non tolga ai cittadini il diritto di esprimersi nella consultazione referendaria già indetta per il 12 e 13 giugno – avverte la democratica – Capiamo le difficoltà di un esecutivo che, essendo sempre più impopolare, teme giustamente il giudizio degli elettori”. ”Il governo – aggiunge – ha già rifiutato l’accorpamento del referendum con le amministrative e ha quindi deciso di sprecare in questo periodo di crisi ben 300 milioni di euro. Non considerandosi al riparo da una sonora bocciatura, ha quindi escogitato un improvviso dietrofront rispetto al proprio piano sbagliato di ritorno al nucleare e sarà la Cassazione a valutare se questa retromarcia sia sufficiente a non sottoporre il quesito referendario ai cittadini”. ”Ora sarebbe davvero molto grave – sottolinea la Bianchi – se il governo cercasse di non far esprimere gli elettori a difesa dell’acqua pubblica e contro la privatizzazione forzata imposta dal governo Berlusconi. I cittadini hanno il diritto di esprimersi e sarebbe ora che anche il governo rispettasse pienamente ogni istituto della democrazia, incluso quelli di democrazia diretta previsti dalla nostra Costituzione. E trovasse anche il coraggio di sostenere fino in fondo di fronte agli elettori le scelte sbagliate che ha imposto al paese a colpi di fiducia”.

R. E.