Venezia: fino al 24 luglio saranno esposte tre celebri tele del Veronese

Presso Palazzo Grimani, a Venezia, saranno esposte fino al prossimo ventiquattro luglio tre tele monumentali del Veronese. Dopo aver beneficiato di un periodo di restauro, i tre grandi capolavori del celebre pittore rinascimentale, potranno essere fruiti da tutti coloro che hanno atteso che parte del loro splendore potesse tornare alla luce grazie al necessario restauro a cui sono stati sottoposti di recente.

Nelle tre tele di Paolo Veronese, che nacque nella città della quale deriva tale appellativo ma che operò per lo più a Venezia, sono illustrate alcune vicende dell’Antico Testamento della Bibbia. Si tratta della traduzione in immagini di alcuni fatti tratti dal Libro di Ester. Il titolo della mostra che vede protagoniste queste tre opere fresche di restauro è”Veronese. Le storie di Ester rivelate”. I tre preziosissimi pezzi d’arte, provengono dal soffitto della Chiesa di San Sebastiano, luogo in cui saranno ricollocate dopo il ventiquattro luglio, giorno in cui curiosi ed amanti dell’arte non avranno più modo di osservare da vicino tali pregevolissime testimonianze della beltà dell’arte rinascimentale in Italia.

Le tre opere che, a partire da ieri, sono esposte all’interno di una mostra a Palazzo Grimani, sono rispettivamente il “Ripudio di Vasti”, l’ “Ester incoronata da Assuero” e il “Trionfo di Mardocheo”. Paolo Caliari, universalmente noto come Paolo Veronese, dipinse il soffitto della Chiesa di San Sebastiano all’inizio della seconda metà del sedicesimo secolo. Fu Bernardo Torlioni a volere che fosse lui a lavorare al fine di rendere ancora più meravigliosa la splendida Chiesa veneziana, all’interno della quale sono ancora oggi custodite le spoglie del celebre pittore rinascimentale. Il restauro delle tele in questione ha tenuto al lavoro molti esperti per circa due anni; nel caso in cui si abbia voglia di osservare da vicino delle immagini che poi saranno irrimediabilmente ricollocate a dodici metri d’altezza non bisogna fare altro che recarsi a Venezia.

Martina Cesaretti