Libia, l’esercito lascia Misurata: Saranno le tribù locali a riportare l’ordine

Le truppe del colonnello Muammar Gheddafi si ritirano da Misurata, ad annunciarlo è stato un portavoce delle forze fedeli al governo che da due mesi hanno stretto in una morsa gli insorti riunitisi all’indomani della repressione con cui il governo della Libia ha risposto alle proteste di coloro che invocavano la libertà e un cambio alla guida politica del Paese.
Entusiasmo tra i ribelli che oramai non esitano a dire che Misurata, città situata a circa duecento chilometri a est della capitale Tripoli, “è libera“.
Dal canto suo, l’intenzione del rais Muammar Gheddafi sembra essere quella di lasciare il campo alle tribù locali che autonomamente si oppongono al cambio di regime, osteggiando così l’avanzata degli oppositori del colonnello.

La conferma di un soldato – A contribuire all’ufficialità del ritiro delle truppe di Gheddafi dalla città di Misurata sono state le parole di Khaled Dorman, soldato fedele al colonnello che è stato ferito e catturato dagli insorti. Il militare ha affermato: “Ci è stato detto di ritirarci“. Il pensiero ricalca le parole del ministro degli Esteri libico che aveva precedentemente dichiarato: “La situazione a Misurata sarà allentata e ad occuparsene con le buone o le cattive saranno le tribù e la gente di Misurata e non più l’esercito libico. L’esercito libico sarà rapidamente fuori da questa situazione che il popolo libico attorno a Misurata non può più sostenere”.
Al centro dell’attenzione, dunque, ci sono gli interventi aerei da parte della coalizione dei cosiddetti volenterosi che hanno causato – a detta degli esponenti del governo della Libia – troppe vittime tra i civili. A non accettare più il prosieguo delle operazioni sarebbero state le tribù della regione che avrebbero invitato l’esercito nazionale a farsi da parte, sostenendo che da ora in avanti saranno loro stesse a occuparsi dell’ordine a Misurata e dintorni.
Se questo possa essere il preludio per un ennesimo scontro tra fazioni rivali è ancora presto per poterlo dire.

S. O.