Omicidio Rea: in passato Carmela era stata infastidita da uno stalker

Sono fiduciosi gli inquirenti che indagano sul brutale assassinio di Carmela Rea, la ventinovenne ritrovata morta mercoledì scorso sulla Montagna dei Fiori in località Ripe di Civitella del Tronto dopo che di lei si erano perse le tracce quarantotto ore prima a Colle San Marco, luogo dove la donna si trovava in compagnia del marito e la figlia di diciotto mesi.
La sensazione è quella che vede nel giro di conoscenze avute da Carmela, per gli amici Melania, la soluzione del giallo. A quanto pare, infatti, man mano che le ore passano viene sempre più esclusa la possibilità che l’autore dell’omicidio possa essere un serial killer, anche se le condizioni in cui è stato rinvenuto il corpo della vittima lasciano comunque qualche dubbio sul fatto che possa essersi trattato soltanto di un delitto passionale.

Un uomo molestava Carmela? – L’indiscrezione viene direttamente dal marito della vittima, il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, che ha confermato come in passato qualcuno avesse infastidito la moglie. Fatto, però, che a detta dell’uomo non si sarebbe verificato di recente: “Carmela mi disse che in passato un uomo le aveva prestato attenzioni. Non penso che il fatto si sia ripetuto, altrimenti me lo avrebbe detto“.
Tuttavia tra le priorità degli inquirenti c’è quella di tentare di fare chiarezza sulla possibilità che Carmela potesse avere conoscenze – e forse frequentazioni – con persone non conosciute dai propri amici e familiari. Ed è in quest’ottica che le indagini hanno portato al prelevamento dall’abitazione in cui la vittima viveva del computer e di una scheda sim di cui lo stesso Parolisi non era a conoscenza dell’esistenza.

La telefonata anonima – Nell’attesa che gli investigatori riescano a ricavare indizi utili alla ricerca dell’assassino, è stata fatta luce sull’identità di colui che, mercoledì scorso, ha informato le forze dell’ordine circa la presenza di un cadavere sulla Montagna dei Fiori, vicino a Teramo: si tratterebbe di un cercatore di funghi che si trovava a passare casualmente dal bosco dove si trovava il corpo straziato di Carmela. Gli inquirenti hanno confermato la totale estraneità dell’uomo nella vicenda, giustificando con la paura il motivo per cui l’uomo ha preferito, in un primo momento, non rivelare le proprie generalità.

Simone Olivelli