Scilipoti vittima della macchina del fango. Secondo Berlusconi

Per difendere la sua scelta, Domenico Scilipoti, ha deciso di scrivere un libro. Un testo – dal titolo inequivocabile: “Perche’ Berlusconi – Scilipoti re dei peones” – che il più famoso tra i “responsabili” ha vergato per scrollarsi di dosso quell’aurea di “traditore” che dal 14 dicembre si porta appresso. A compilarne la prefazione è stato lo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che,  difendendo la causa scilipotiana, è passato al contrattacco: “Domenico Scilipoti – ha scritto il premier – è vittima della collaudatissima macchina del fango“.

Un  libro da peon – Non c’è pace per il deputato di Ir Domenico Scilipoti. Da quando ha deciso di abbandonare lo schieramento di Antonio Di Pietro per infoltire la schiera dei “responsabili” a sostegno del governo Berlusconi, è tutto un coro di insulti intonati contro di lui dentro e fuori dal Parlamento. Una situazione difficile, che ha spinto il deputato siciliano a scrivere un libro, dal titolo “Perché Berlusconi – Scilipoti re dei peones“, per fornire la sua versione dei fatti. E a “impreziosire” il testo ci ha pensato il presidente del Consiglio in persona, autore della prefazione pubblicata ieri in anteprima su Libero.

Berlusconi e la macchina del fango – “Domenico Scilipoti – ha scritto Silvio Berlusconi – è vittima della collaudatissima macchina del fango dei professionisti della disinformazione al servizio di una sola fazione politica. Questo libro – ha continuato il Cavaliere – è un sasso gettato nello stagno dell’ipocrisia politica alimentata dall’egemonia culturale della Sinistra che si culla nell’illusione di una pretesa superiorità etica“. Un contrattacco sostenuto con forza per cancellare dal “responsabile” l’onta di “giuda” e “venduto” cucitagli addosso dai suoi più feroci detrattori. “Mi hanno disegnato un bersaglio grosso così – ha spiegato lo stesso Scilipoti – A questo punto io temo che qualche squilibrato provochi danni irreversibili. Ma Scilipoti ha la colpa di tutti i mali del mondo? – ha continuato riferendosi a sé in terza persona – In realtà, Scilipoti ha fatto una scelta che contribuisce a risolvere i problemi del Paese“.

L’attacco bipartisan – Non solo: per il “responsabile” la fine di Silvio Berlusconi (agognata da tanti) non segnerà la risoluzione del problema politico italiano: “Abbattere Berlusconi – ha ripreso – significa abbattere anche Di Pietro, Bersani e tutti gli altri. Ci sarà il dopo Berlusconi, certo, ma sarà nello stesso tempo un dopo Di Pietro e un dopo Bersani. Ci vorranno altri personaggi sia di centrodestra sia di centrosinistra. Lo so che è una considerazione pesante – ha continuato – per questo meglio ammazzarlo Scilipoti”. E ancora: “Ci sono persone che stanno in Parlamento da 20-25 anni. Ecco, Scilipoti chiede il resoconto del loro lavoro – ha precisato l’ex dipietrista – Sono decenni che il Paese è in declino e loro puntano il dito soltanto contro Berlusconi”.

Le ragioni di Scilipoti – “Nel libro spiego le motivazioni che mi hanno spinto a scegliere Berlusconi e il governo – ha infine svelato il deputato di Ir – c’è una crisi e i leader del centrosinistra, che si odiano tra loro, vorrebbero mettersi assieme per fare fuori Berlusconi. Ma vi sembra serio? Ecco, io ho pensato che c’è bisogno di chiarezza – ha concluso Scilipoti – e che un governo ha legittimità soltanto col voto popolare, come, appunto, Berlusconi”. Considerazioni che il deputato ha maturato col tempo, allontanandosi in modo traumatico da quella linea “barricadera” sostenuta dal suo ex leader Antonio Di Pietro. Fino a diventare appunto il “re dei peones”.

Maria Saporito