Siria: strage ai funerali. La condanna della Farnesina

Dopo la decisione del presidente Bashar al Assad di porre fine allo stato di emergenza e di concedere alla popolazione siriana il diritto di manifestare pacificamente, la Siria ha conosciuto oggi un altro giorno di lutto. Perpetrato ai danni dei civili nel peggiore dei modi, proprio il giorno dei funerali delle vittime di ieri. Almeno nove persone oggi hanno perso la vita.  Un venerdì di preghiera che si è trasformato in un bagno di sangue: 31 vittime nei sobborghi di Damasco, 30 nella città di Azraa, 27 nella regione di Homs. Immediata la condanna dell’Onu, attraverso le parole del segretario Ban Ki Moon che ha chiesto immediatamente un’indagine “indipendente e trasparente”.

Riguardo alle vittime durante i funerali di oggi, testimoni hanno raccontato di  cecchini appostati sui tetti di Douma, un sobborgo di Damasco e ad Ezreh, dove due persone hanno perso la vita. Un bilancio di vittime, quello di oggi, che appare pesantissimo, stando a quanto riferisce il Comitato dei martiri della rivoluzione del 15 Marzo, il quale parla di un’ottantina di vittime (riportando anche i nomi) fra i quali ci sono bambini e anziani. Un altro gruppo di attivisti dei diritti umani parla invece di 92 morti.

Sui fatti di oggi è intervenuto anche il Ministero degli Esteri italiano, il quale segue “con estrema preoccupazione lo sviluppo della situazione in Siria”. “Il diritto di manifestare pacificamente – prosegue il comunicato della Farnesina – deve essere rispettato. Invitiamo tutti alla calma e alla moderazione e rivolgiamo un sincero appello alle autorità siriane a dare rapida attuazione alle riforme annunciate. L’attuazione concreta delle riforme ed il rispetto delle libertà fondamentali sono indispensabili per restituire al paese quella stabilità sostenibile di cui necessità”.

Cristiano marti