“Un incontro in jazz”: ritorna Gino Paoli, tenero e raffinato interprete

Recensione – Gino Paoli è uno di quei cantanti che non si stancano mai di mettere in discussione se stessi. Un ricercatore instancabile che non si accontenta di calcare le orme già seguite e sperimenta senza paura, nonostante un suo passato già intenso e costellato di successi. E invece eccolo che passati i settant’anni Gino si reinventa, si circonda di nuovi talenti e scopre una sinergia sempre più forte con la musica jazz. Una musica spesso avvertita come élitaria, che con lui riscopre una raffinatezza quasi “popolare”, capace sorprendentemente di parlare anche a fasce di ascoltatori meno avvezze alla musica colta. Un incontro in jazz – album appena uscito per l’Egea Distribuzione e registrato dal vivo all’Auditorium Parco della Musica di Roma lo scorso dicembre – è il secondo capitolo della sua nuova avventura musicale. A tutti gli effetti il seguito ideale di Milestones, album che nel 2007 aveva inaugurato la stagione jazzistica del cantante di Monfalcone.

Il quartetto che accompagna Paoli (lo stesso gruppo di Milestones, qui orfano di Enrico Rava) è di altissimo livello. Roberto Gatto alla batteria, Danilo Rea al piano, Flavio Boltro alla tromba e Rosario Bonaccorso al contrabbasso, sono molto più che comprimari. Sono tutti maestri concertatori, riarrangiatori intelligenti e ispirati che fanno da soffice tappeto, da sottile accompagnamento su cui la morbida voce di Paoli si appoggia senza affanni, rilassata e complice. Da una rivisitazione di Smile di Charlie Chaplin (nella chiave che fu già di Nat King Cole) a Eu sei que vou te amar di Jobim e De Moraes, fino alla paoliana E m’innamorerai, il ritmo non accelera mai, imboccando la strada del soft/cool jazz. E tra una reinterpretazione e l’altra si innestano anche cinque brani inediti, che sono la vera novità di questa incisione.

Non più solo riscoperta, ma anche novità, dunque. Cinque brani, tutti con testi di Paoli e ognuno con le musiche di un diverso componente del quintetto, in cui le liriche dirette e quasi infantili impregnano l’ascoltatore di una sensazione di “amarcord”, di nostalgia per un’epoca che sa d’innocenza (quella di Sapore di sale e Senza fine, l’epoca d’oro della musica leggera italiana) e che magari non ha mai vissuto. “Per fare un amore bastano solo poche parole/basta l’inizio di una canzone/che poi si perde senza finire”, canta Paoli in Canzone di Istruzioni, prima che la pungente tromba di Boltro infligga il brano e Rea la vitalizzi con un fraseggio felicemente ardito. Per fare un buon album, se possibile, ci vuole anche di più: ma in questo felice Incontro in jazz, tutto quello che serve c’è. Eccome.

Tracklist:

1. Smile 4:59
2. Canzone di Laigueglia 3:58
3. Eu sei que vou te amar 3:40
4. Canzone di istruzioni 4:14
5. E m’innamorerai 4:17
6. Canzone piccola 4:56
7. Canzone di una mano 3:49
8. Contigo en la distancia 3:59
9. Canzone interrogativa 3:52
10. Que reste-t-il de nos amours? 3:52
11. Ti lascio una canzone 5:20

Roberto Del Bove