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Morto Sai Baba: Asia in lutto, pericolo incidenti e isteria collettiva

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Satyia Sai Baba è dunque morto. Non è sopravvissuto ai malanni che lo hanno colpito. E’ successo proprio stamattina, nella ricorrenza occidentale della Pasqua del mondo cristiano. Era gravemente malato a causa delle complicazioni derivanti da alcune ulcere gastriche, l’ottantacinquenne guru famoso in tutto il mondo, forse il più noto tra quelli viventi. La fine è infatti sopraggiunta nell’ospedale indiano nel quale da tempo era ricoverato. La notizia sta già facendo molto rapidamente il giro dei cinque continenti, dopo che per primi sono stati i media indiani ad annunciare il poco fausto evento. E’ prevedibile che anche il mondo cristiano, o almeno parte di esso (le fila più “illuminate”?), nonostante il “gaudium magnum” cui è chiamato nella festività di oggi, renda omaggio in qualche modo a Sai Baba nel giorno della sua morte, ed ai suoi fedeli nel giorno del loro inevitabile dolore. Staremo a vedere dunque come il resto del mondo reagirà di fronte al doveroso lutto di oggi del continente asiatico. La disciplina più importante da quelle impartite dal maestro orientali è stata quella detta Jyoti, la “meditazione sulla Luce”Non seminare paura nei cuori, non infliggere dolore. Non promuovere l’ansia”, era una delle massime di Sai Baba più conosciute e da alcuni ripetute come un mantra o di motto personale (per dirla secondo gli usi occidentali), non solo nel mondo asiatico. Secondo alcune correnti di fedeli, Sai Baba era l’ultima incarnazione esistente del Buddha, dopo Siddharta. Era considerato, secondo un termine indù, l’avatar del Buddha. Uno di essi, per lo meno.

Le onoranze funebri. I funerali si terranno il prossimo mercoledì, nell’ashram che si trova nella città di Puttaparthy, dove Sai Baba è morto. Il corpo sarà esposto fin da oggi in quel sacro luogo, dove i fedeli ed i visitatori che vorranno rendergli omaggio potranno andarlo a vedere e vegliare. Già dal tardo pomeriggio si potrà far visita al corpo del guru indiano. Ovviamente, il mondo asiatico è in completo subbuglio in queste prime ore della giornata. Sai Baba era un personaggio davvero molto amato, e venerato santo da una considerevole folla di buddhisti ed induisti. Tutto questo ha portato le autorità indiane a lanciare pubblicamente attraverso vari canali informativi già più di un appello a mantenere la calma, ed a celebrare ogni rito ed ogni omaggio alla salma con le dovute cautele e senza rischiare di scatenare empatie da isterismi collettivi. Il grado di emozione sarà comprensibilmente elevato per tutti gli estimatori di Sai Baba che prenderanno parte agli omaggi funebri, ma già si pensa alla necessità di prevenire, proprio per tale motivo, i pericoli che si potrebbero creare tra la folla in delirio.

Le preghiere dei fedeli. Già dai giorni scorsi erano confluite moltitudini di persone che sono state stimate in alcune migliaia dalle autorità locali, intorno alla città dove si trovava ricoverato Sai Baba. I fedeli hanno pregato, hanno meditato, hanno vegliato nella speranza che il loro guru tanto amato non perdesse la vita in questo periodo, o per meglio dire (secondo i concetti propri alla religione buddhista ed induista) avvenisse quel che doveva, ma fosse particolarmente benedetto ed accompagnato dal pensiero delle genti che lo amavano, il suo trapasso. Situazione, quest’ultima, imprescindibile quanto ineluttabile, ma come sappiamo nient’affatto conclusiva o definitiva per il tipo di fede cui Sai Baba aderiva, dal momento che il credo nella reincarnazione ne è uno dei principali cardini. Anche in tutti i centri religiosi fondati dallo stesso Sai Baba, non solo in India ma anche sparsi per il resto del mondo, i fedeli stavano da tempo in continuo ritiro di meditazione. Vedremo dunque come supereranno la prova le folle adoranti del nuovo Siddharta: se, cioè, gli insegnamenti delle discipline orientali insegnate anche da Sai Baba, che di continuo fanno riferimento alla continenza ed alla calma, gioveranno per questo momento critico dal punto di vista della pubblica sicurezza.

Sandra Korshenrich

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