Renzi-Camusso: continua lo scontro sul Primo Maggio

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:27

Il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, non ci sta a incassare in silenzio la “strigliata” di Susanna Camusso. La numero uno della Cgil ha nei giorni scorsi fortemente polemizzato contro il “rottamatore” del Pd che ha proposto di tenere i negozi del centro di Firenze aperti il prossimo Primo Maggio.  Una proposta considerata dalla Camusso irrispettosa nei confronti di tutti quei lavoratori (commessi in primis) già costretti a turni di lavoro massacranti. Ma interpellato sull’argomento, Matteo Renzi ha spiegato: “Ho semplicemente chiesto di poter usare una legge dello Stato”  e poi, ha precisato: “Dovrebbero spiegarmi perché i negozi devono stare chiusi e invece bar, ristoranti o stazioni stanno aperti“.

Renzi contro Camusso – Che tra i due non scorresse buon sangue lo avevano intuito in molti, ma per sciogliere i dubbi dei più riottosi il segretario della Cgil e il sindaco di Firenze hanno dato vita a uno scontro frontale incardinato sulla festa del Primo Maggio. Una querelle nata dalla proposta di Renzi di mantenere i negozi del centro storico di Firenze aperti durante la prossima festa dei lavoratori. Proposta irricevibile per la sindacalista, che ha accusato Renzi di voler “speculare” economicamente su una festività che intende riportare al centro del dibattito i diritti dei lavoratori. Ne è nato un piccolo caso, che oggi si arricchisce delle considerazioni consegnate a Il Giornale dal primo cittadino di Firenze.

Le patenti ingiustizie – “Ho semplicemente chiesto di poter usare una legge dello Stato, la legge Bersani – ha spiegato il “rottamatore” del Pd – che lascia ai comuni turistici la facoltà di decidere l’apertura dei negozi. Per una volta sono totalmente in linea con il Pd, visto che quella legge l’ha fatta il suo segretario”. Oltretutto, ha notato il sindaco di Firenze, esistono “patenti ingiustizie” a riguardo: “Dovrebbero spiegarmi – ha detto – perché i negozi devono stare chiusi e invece bar, ristoranti o stazioni stanno aperti. Se è un tabù, che lo sia per tutti: perché chi vuole prendere un cappuccino o pranzare fuori o magari andare al concerto promosso a Roma dai sindacati può farlo e chi vuol comprare qualcosa al centro di Firenze no? Forse che i camerieri dei bar o i controllori – ha provocatoriamente chiesto Renzi – sono lavoratori con meno diritti degli altri?”.

Diritti tutto l’anno – Il problema, secondo il sindaco di Firenze, va semmai affrontato su un altro piano: “Io non voglio costringere nessuno ai lavori forzati – ha spiegato Matteo Renzi a Il Giornale – anzi: per parte mia ho già convocato le parti datoriali per chiedere loro di far lavorare gli interinali in sostituzione degli impiegati, il Primo. In risposta hanno proclamato lo sciopero a Firenze”. E ancora: “E’ da un anno che chiedo alla Cgil e agli altri sindacati di affrontare il problema dei lavoratori del commercio – ha riferito il sindaco del Pd – e non ricevo risposte. Si interessano dei commessi solo il Primo Maggio, dal 2 in poi – ha concluso caustico Renzi – chi se ne frega”.

Maria Saporito

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