Alfano: Berlusconi leader anche nel 2013

Un ramoscello di ulivo a metà: è quello che il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha consegnato ieri agli avversari politici dalle colonne dell’Avvenire. Il Guardasigilli considera, infatti, prioritario l’appello di Giorgio Napolitano ad “abbassare i toni” e a lavorare per il bene comune del Paese. Per questo ha chiesto all’opposizione di stendere la mano verso la riforma della Giustizia da lui firmata, rinunciando al tentativo di far cadere il governo Berlusconi. “L’Italia non ne può più di cortei – ha ragionato il ministro – occorre ritrovare la normalità”. Ma alla prima occasione, il responsabile della Giustizia non ha rinunciato a puntare il dito contro l’opposizione e la magistratura: “La sinistra e i pm hanno deciso per la guerra – ha detto – e la Corte costituzionale ha fatto il resto”. Quanto alla sua presunta successione alla presidenza del Consiglio: “Berlusconi sarà ancora il candidato a palazzo Chigi nel 2013 – ha tagliato corto – Ne sono assolutamente certo”.

L’appello ad abbassare i toni – “Ha ragione Giorgio Napolitano: è ora di abbassare i toni, almeno di provare a farlo”. Così in un’intervista pubblicata ieri su l‘Avvenire, Angelino Alfano, è intervenuto sulla necessità di spegnere le polemiche che infiammano il dibattito politico nel nostro Paese. “Diamoci tutti una calmata – ha proseguito il Guardasigilli – Facciamolo assolutamente. Abbiamo un dovere verso un’Italia che non ne può più. Che vuole un confronto sui temi, che pretende riforme e contenuti, che è stanca di cortei: sia a favore dei magistrati, sia contro. E che vuole che la democrazia – ha precisato – ritrovi normalità“.

Voglia di pace, ma non troppo – Da qui la proposta recapitata all’opposizione di favorire un confronto sano, “libero dal furore ideologico e dalle ostilità pregiudiziali”: “La bussola deve essere il bene comune – ha ripreso il titolare di via Arenula – Sarebbe sciagurato buttare via l’ultima occasione. E dire no a una riforma (quella della Giustizia, ndr)  importante per il Paese solo per tentare ancora quell’impossibile spallata al premier. Il governo ha la coscienza a posto – ha continuato nella sua analisi Alfano – Ha fatto tutto quello che era nelle proprie possibilità per conciliare il diritto dovere a governare con l’esercizio all’attività giurisdizionale“. La premessa alla considerazione finale: “La sinistra e i pm – ha tagliato corto il ministro – hanno deciso per la guerra e la Corte costituzionale ha fatto il resto”.

Nessun successore al Cavaliere – Interpellato, infine, sulla sua presunta investitura a premier nel 2013: “Berlusconi sarà ancora il candidato a palazzo Chigi – ha risposto Alfano – Ne sono assolutamente certo. La successione mi pare un tema che non è all’ordine del giorno e che comunque lo si ponga – ha notato – finisce per essere mal posto”. Quanto al ministro dell’Economia: “Giulio Tremonti ha tenuto i conti in ordine – ha detto – e anche questo è un risultato importante. Ora tocca a noi dimostrare di essere una squadra coesa e di saper fare i conti con gli inevitabili tagli; c’è ancora un’emergenza, facciamo quadrato, restiamo uno accanto all’altro e – ha concluso il Guardasigilli – camminiamo per un solo obiettivo”.

Maria Saporito