Morbillo, in Europa boom di contagi

Allarme morbillo in Europa. L’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia l’allarme morbillo: dall’inizio del 2011 si sono infatti registrati 6.500 casi in tutta Europa, la maggior parte dei quali in Francia. Per avere un’idea della grandezza del fenomeno, basti pensare che tale cifra corrisponde al numero totale dei casi registrati in tutto il 2010. Per questo l’Oms invita a prendere seriamente la situazione. Altri focolai preoccupanti si sono registrati in Belgio, Spagna, Serbia e Turchia, mentre per ora in Italia non sembrano esserci situazioni critiche anche se negli anni scorsi il nostro paese ha visto diversi cluster di casi, soprattutto nelle regioni dove la vaccinazione è più scarsa.

Malattia molto contagiosa. “Quello registrato finora è un numero molto elevato, non si può prendere alla leggera – spiega Rebecca Martin dell’Oms – negli ultimi anni c’è stato un aumento progressivo del numero di bambini non vaccinati, e si è superata in certi luoghi la soglia che dà vita a un focolaio”. L’allarme arriva in concomitanza con la settimana Europea dell’Immunizzazione, dedicata proprio a vaccini, che durerà fino al 30 aprile. Il morbillo è una delle patologie più preoccupanti perchè può dare effetti collaterali anche gravi, fino all’encefalite. E’ una malattia infettiva acuta con altissimo indice di contagiosità (97-98%), tanto che è molto difficile raggiungere l’età adulta senza essersene ammalati. Il bambino è contagioso da 1-3 giorni prima dell’inizio dei sintomi (e quindi 3-5 giorni prima della comparsa delle manifestazioni cutanee) fino a 7 giorni dopo la comparsa dell’esantema.

Vaccinazioni di massa. Proprio per porre un argine all’epidemia, la sanità francese ha preso misure d’emergenza per vaccinare il maggior numero possibile di persone mentre i viaggiatori provenienti dagli USA e dall’Inghilterra, sono stati invitati a vaccinarsi prima di recarsi sul continente Europeo. In Italia vaccinarsi contro il morbillo per i bambini non è obbligatorio, ma vivamente consigliato dai pediatri. L’immunizzazione contro questa patologia virale è inserita all’interno del cosiddetto “vaccino trivalente”, che protegge anche da rosolia e orecchioni.

Adriana Ruggeri