25 aprile, Napolitano: No allo scontro cieco, serve responsabilità nazionale

Roma – Discorso di Napolitano per celebrare il 25 aprile, festa della liberazione.
Il ministro Ignazio La Russa contestato all’Altare della Patria a Roma. Fini ai militari italiani ad Herat. “Il vostro impegno il modo migliore per ricordare la Liberazione“.
Nel pomeriggio nel capoluogo lombardo la manifestazione dei partigiani dell’Anpi: fischi e applausi per il segretario del Pd Bersani.

Napolitano – Le manifestazioni per la vittoria sul nazifascismo e la liberazione dell’Italia, sono iniziate con la visita del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Monumento del Milite Ignoto dove il capo dello Stato ha deposto una corona d’alloro.
La difficoltà delle sfide di oggi e del futuro richiedono nuovo senso di responsabilità nazionale, una rinnovata capacità di coesione nel libero confronto delle posizioni alla ricerca di ogni terreno di convergenza“, ha detto il capo dello Stato nel suo discorso.
Nonostante la distanza e la diversità dei periodi e degli eventi storici ritroviamo le forze migliori della nazione impegnate a perseguire gli stessi grandi obiettivi ideali: libertà, indipendenza, unità“.
Parlando delle riforme Napolitano ha ricordato che devono essere fatte “senza mettere in forse quei principi, quella sintesi di diritti e di libertà, dei diritti e dei doveri civili, sociali e politici, che la Costituzione ha sancito nella sua prima parte“. Dal presidente è arrivato un invito per le delle imminenti elezioni amministrative. “Non facciamo prevalere  il cieco e acceso scontro“, ha sottolineato.

Milano – Nel capoluogo lombardo si sono radunate circa 60 mila persone intorno ai partigiani dell’Anpi.
Contestazioni e fischi per il sindaco Moratti.
Un gruppo di appartenenti ai centri sociali ha contestato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani che è stato anche molto applaudito.
Dal palco di piazza Duomo ha chiuso la manifestazione il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia:Ci criticano per quest’Italia degradata, voglio però dire che c’è un’altra Italia, un Italia che resiste, l’Italia della Resistenza e della Costituzione“.

Matteo Oliviero