Bombardamenti in Libia, arriva il consenso del Colle

Roma – Il presidente della Repubblica da il consenso ai bombardamenti: “Non potevamo restare indifferenti davanti alla sanguinaria reazione di Gheddafi“.
Di Pietro: “Non è sviluppo costituzionalmente corretto“. Il sottosegretario agli Interni: “A me piace più ‘Italia che manda gli aiuti umanitari a Bengasi piuttosto che l’Italia che bombarda“.

Napolitano – Il presidente della Repubblica esprime il suo consenso per le ultime decisioni dell’Italia sulla missione in Libia: ”L’ulteriore impegno dell’Italia in Libia costituisce il naturale sviluppo della scelta compiuta dall’Italia a marzo, secondo la linea fissata nel Consiglio supremo di difesa da me presieduto e quindi confortata da ampio consenso in Parlamento. Nel ricordo delle lotte di liberazione e del 25 aprile in particolare noi italiani sentiamo di non poter restare indifferenti di fronte al rischio che vengano brutalmente soffocati movimenti comunque caratterizzati da una profonda carica liberatoria. Non potevamo rimanere indifferenti alla sanguinaria reazione del colonnello Gheddafi in Libia” ha aggiunto il capo dello Stato che però precisa: “Di qui l’adesione dell’Italia al giudizio e alle indicazioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni uniti e quindi al piano di interventi della coalizione postasi sotto la guida della Nato“.

Di Pietro – Il consenso di Napolitano non convince però il leader dell’Idv Antonio di Pietro: “Bombardare una Nazione non ci pare possa essere considerato uno sviluppo né naturale né costituzionalmente corretto. Né può valere l’ipocrita giustificazione che tutto ciò sarebbe già stato autorizzato dalle Nazioni Unite e dal Parlamento italiano. Infatti, l’Onu non ha mai avallato tale scelta e, soprattutto, le nostre Camere non hanno mai discusso, né approvato un provvedimento in cui c’era scritto, nero su bianco, di fare guerra ad un’altra nazione. È stato solo deliberato di impedire che avvenissero dei massacri della popolazione inerme durante una guerra civile. Già! Perché di guerra civile si tratta e pertanto l’Italia non dovrebbe interferire nelle decisioni interne di un altro Stato, ma solo prodigarsi per fornire assistenza, solidarietà e supporto umanitario alla popolazione civile“, ha affermato in una nota Di Pietro.

Bombardamenti – I bombardamenti sulla Libia vanno intensificandosi, provocando la morte di diversi civili. Anche l’Italia presto prenderà parte alla missione con i raid, nonostante Berlusconi assicurò che gli aerei italiani non avrebbero mai bombardato Gheddafi.
La posizione della Nato si fa più dura quindi, anche se Gheddafi era stato riconosciuto capo di stato, accolto a braccia aperte da Berlusconi e non solo, ora non piace più e quindi deve lasciare il potere. La comunità internazionale ha invece riconosciuto il governo provvisorio dei ribelli, “democraticamente” scelto dall’esterno, senza alcuna elezione e senza alcun consenso. Ma del resto i leader degli stati che partecipano alla missione hanno parlato di portare la libertà in Libia, nessuno ha ancora parlato di democrazia.

Matteo Oliviero