Il Misfatto fa litigare Travaglio e Telese

C’è aria di burrasca nelle stanze della redazione de Il Fatto Quotidiano. Nell’ultimo numero de Il Misfatto (l’inserto satirico domenicale), uscito nel giorno di Pasqua, è stato infatti annunciato l’addio di Roberto Corradi al timone del foglio. Un addio voluto dal direttore e vicedirettore del quotidiano: Antonio Padellaro e Marco Travaglio, che al giovane Corradi (appena 30enne) hanno preferito Stefano Disegni, navigato vignettista satirico. Ma la presunta “epurazione” ha fatto indispettire i diretti interessati – Roberto Corradi e Luca Telese in testa – che nell’ultimo numero de Il Misfatto hanno dato sfogo al loro disappunto. “Si toglie ai giovani per dare ai babbioni“, hanno tagliato corto, segnando l’inizio di una querelle velenosa e poco appassionante.

Il Misfatto della discordia – E chi lo avrebbe mai detto che a finire sul banco degli imputati sarebbero stati anche il direttore del Il Fatto Quotidiano, Antonio Padellaro, e il suo vice, Marco Travaglio? E che a puntare il dito contro di loro sarebbero stati “compagni” di avventura come Luca Telese, vulcanico giornalista dello stesso quotidiano e volto noto de La 7? Tutto questo è avvenuto – a”beneficio” dei tanti lettori – domenica scorsa, quando Telese e Roberto Corradi, giovane responsabile de Il Misfatto, hanno vergato un editoriale caustico per annunciare il loro addio alla guida dell’inserto satirico. Una decisione ampiamente contestata, che i diretti interessati hanno vissuto come un tradimento, reso ancora più molesto dalla volontà – di Padellaro e Travaglio – di affidare il foglio al noto e navigato vignettista, Stefano Disegni.

Giovani e babbioni – “Con questo numero – hanno scritto lo scorso 24 aprile – per volontà del direttore e del vicedirettore de Il Fatto, il gruppo di lavoro che in questi 14 mesi ha ideato e curato questo perfido Misfatto viene mandato a casa. Inutile dire che questa decisione non ci piace nemmeno un po’ – hanno continuato – Persino in questo giornale che dovrebbe essere sempre diverso, ecco il paradosso dei paradossi italiani: si toglie ai giovani per dare ai babbioni“.

Garibaldini in pensione – E non è tutto perché i presunti “epurati” hanno deciso di andare fino in fondo attaccando frontalmente il nuovo responsabile de Il Misfatto: “Adesso che lo spazio c’è e i soldi pure – hanno ripreso – i Garibaldini che hanno voluto la presa di Porta Pia vengono mandati a casa per dare spazio al Grande Professionista della Satira che all’inizio aveva declinato l’invito. Non è bello, ma capita. Tuttavia, essendo Garibaldini, ma non rosiconi – hanno concluso – facciamo pure gli auguri al nuovo responsabile del supplemento perché, col triplo del nostro budget, raggiunga risultati comparabili ai nostri o migliori”.

La replica di Disegni – E Stefano Disegni, come ha reagito alla “filippica” degli ormai ex “misfattisti”? Nell’unico modo possibile, ossia realizzando una striscia (anche questa pubblicata nell’ultimo numero dell’inserto) in cui ha preso di mira la satira “politically correct” a suo giudizio finora sostenuta da Telese &co. Una satira soft, tutta incardinata su luoghi comuni e poco propensa a insolentire gli untouchables della sinistra. Una critica a cui Luca Telese ha voluto controreplicare immediatamente: “In questi mesi – ha scritto sul suo blog – il Misfatto ha attaccato i ‘miti’ della sinistra: da Moretti a Saviano, passando per Vendola e Landini. Questo mentre il Grande Professionista della Satira (Stefano Disegni, ndr), l’anticonformista che non risparmia la sinistra, da dieci numeri disegna una infinita e noiosissima striscia a puntate (ridono solo lui e Bondi), in cui Berlusconi – ha spiegato Telese – con una grande e originale trovata, è raffigurato come un c…o scappellato. Viva la satira anticonformista che non ha paura di andare controcorrente rispetto alle certezze della sinistra becera!”. Botte da orbi, ma davvero poco appassionanti.

Maria Saporito