John Malkovich: “Il bunga bunga? Un’ispirazione per le mie creazioni”

L’attore si confessa – “Il bunga bunga? A me diverte. Da che mondo è mondo, politica e scandali si accompagnano“. Lo dichiara con l’ironia che gli è propria e la leggerezza di chi, non essendo italiano, guarda la vicenda con distacco, il signor John Malkovich. L’attore americano – uno dei pochi interpreti a vantare un nome che ha ispirato titolo e tema di un’intero film, il visionario Essere John Malkovich – si è aperto in una lunga intervista al Corriere della sera, concessa in quel di Prato, nuovo luogo d’elezione dove esercita ormai da oltre un anno l’attività di imprenditore per l’Opificio JM. Un laboratorio di artigianato (che da Malkovich prende le iniziali), poggiato su una quarantina di aziende locali che forniscono prodotti a chilometraggio zero.

È proprio nel cuore della Toscana, dove adesso risiede stabilmente, che l’attore ha dato alla luce la sua ultima creazione: una collana d’argento invecchiato a forma di catenella della toilette, con tanto di pomello (nell’immagine in altro a sinistra). Un progetto nato dalla collaborazione tra Malkovich e il marchio Rebecca, liberamente ispirato ad alcune dichiarazioni di una delle tante ragazze coinvolte nell’immensa e sconfinata vicenda dei festini di Arcore e Palazzo Grazioli. Proprio alcuni mesi fa, infatti, la showgirl Imma De Vivo aveva criticato l’estetica delle collanine ricevute in dono dal Premier: “Sono brutte come le catenelle del Water“, ebbe a dire.

Ma non c’è scandalo né stupore nella provocazione di Malkovich: “Quanto polverone sul bunga bunga… – ha aggiunto ai microfoni del Corriere – Ma queste cose esistono da millenni. Corruzione e libertinaggio nei costumi ci sono da sempre laddove c’è potere. Pensiamo ai Borgia, tanto per restare in Italia. E sempre c’è chi ci guadagna: bisogna metterci ironia per parlarne seriamente”. Dalla quiete del suo “buen retiro” nella provincia toscana, e dall’alto della sua cultura e del suo buon senso (alla faccia di chi lo definisce mefistofelico), l’attore può permettersi di ironizzare anche così, con un gioiello, sullo scatafascio morale e l’immagine deturpata di un Paese in declino.

Roberto Del Bove