Nucleare, Berlusconi ammette: Moratoria per evitare referendum. Il nucleare si farà

Il nucleare in Italia s’ha da fare. Magari non ora, ma tra qualche tempo sì. E’ questa la dichiarazione del presidente Silvio Berlusconi che ha colpito di più nel corso della conferenza stampa indetta a conclusione del vertice bilaterale tra Francia e Italia, svoltosi questa mattina a Villa Madama e a cui hanno preso parte, oltre al presidente transalpino Nicolas Sarkozy, anche numerosi ministri dei rispettivi governi.
Nell’incontro di oggi le attenzioni maggiori erano riposte nelle vicende riguardanti l’immigrazione clandestina dai paesi nordafricani e l’intervento militare in Libia, a cui l’Italia ha deciso di partecipare nonostante le riserve espresse appena dieci giorni fa. Ma alla fine a lasciare più stupiti i presenti sono state le parole che il premier Berlusconi ha riservato alla questione energetica: la moratoria sul nucleare nel nostro Paese è stata la conseguenza di un tatticismo necessario da attuare all’indomani degli incidenti nella centrale giapponese di Fukushima. Ma è da ritenersi solo una parentesi, una pausa di riflessione atta solo a evitare il pronunciamento della popolazione tramite il referendum del prossimo giugno.

Berlusconi: Opinione pubblica troppo scossa – Non ci sarà da stupirsi se le dichiarazioni del presidente del Consiglio, rilasciate poco fa nel corso della conferenza stampa svoltasi a Villa Madama, daranno vita a un nuovo vespaio di polemiche. La decisione di intervenire con una moratoria per sospendere soltanto momentaneamente la discussione sul nucleare sembra essere stato un tentativo di aggirare il giudizio dei cittadini che tra meno di due mesi si sarebbero dovuti presentare al seggio elettorale per esprimere il proprio parere sull’opportunità di affidarsi all’energia nucleare.
Berlusconi, dopo aver fatto vanto delle scoperte di Enrico Fermi e della qualità della ricerca sul nucleare di cui l’Italia poteva vantarsi già negli anni sessanta dello scorso secolo, ha detto: “L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, il nucleare in Italia non sarebbe stato possibile per molti anni a venire. Il governo quindi responsabilmente ha ritenuto opportuno introdurre questa moratoria per evitare il nucleare, chiarire la situazione giapponese e tornare dopo un anno, dopo due anni, ad avere un’opinione pubblica conscia della necessità di ritornare all’energia nucleare”.

Simone Olivelli