Omicidio Rea, testimone: Vidi una donna correre nel bosco di Colle San Marco

Esisterebbe un primo testimone oculare nelle indagini sulla morte di Carmela Melania Rea, la ventinovenne trovata morta lo scorso 20 aprile sulla Montagna dei Fiori in località Ripe di Civitella del Tronto dopo essere scomparsa due giorni prima mentre si trovava in un bosco a Colle San Marco, insieme al marito Salvatore Parolisi e alla piccola figlia Vittoria di diciotto mesi.
A divulgare l’indiscrezione è stata l’agenzia di stampa Adnkronos secondo cui “fra le persone sentite dagli investigatori c’è un testimone che avrebbe detto di aver visto una donna correre lungo la strada principale che attraversa il pianoro di Colle San Marco, fra le 15.30 e le 16, in un orario, quindi, corrispondente a quello dell’allontamento della Rea dal marito”.
Tuttavia il racconto del testimone verrebbe per il momento “considerato con cautela” dagli inquirenti.

La pista passionale – Nell’attesa che venga fatta luce sulla possibile veridicità della testimonianza fornita da una persona di cui al momento non si conoscono le generalità, le indagini sul giallo del teramano sembrano indirizzate verso la pista passionale. Accantonata per il momento l’ipotesi serial killer, gli investigatori sono impegnati nella ricerca di un nome o un evento appartenente al passato della vittima che possa aver innescato la furia omicida dell’assassino. L’idea, che con il passare delle ore pare essere seguita con sempre maggiore convinzione, è che a uccidere Melania sia stato qualcuno conosciuto dalla donna e che per lei aveva nutrito un sentimento particolarmente forte.
Nello stesso momento non viene trascurata l’ipotesi che vede l’omicida vicino agli ambienti militari a cui appartiene il marito di Melania: il Bosco delle Casermette dove è stato ritrovato il cadavere è un luogo parecchio frequentato dall’esercito per svolgere esercitazioni. A quanto pare, il luogo era conosciuto sia da Salvatore Parolisi che dalla stessa Melania.

S. O.