Parmalat, Lactalis lancia l’opa

Proprio nel giorno del vertice bilaterale italo-francese a Roma, Lactalis, il gruppo francese proprietario del 29% delle azioni Parmalat e ‘causa’ del decreto anti-scalate estere sulle azienda nazionali, ha lanciato un’offerta pubblica di acquisto sul resto del capitale dell’azienda di Collecchio non in suo possesso.
Il prezzo proposto è di 2,6 euro per azione.

L’offerta e il titolo. Il titolo Parmalat è stato sospeso in Borsa già alle 9 di stamane, per essere riammesso, dopo comunicato della stessa Borsa Italiana Spa, alle 9.40. Immediata la reazione degli investitori, con le azioni che hanno fatto subito registrare un incremento del 10,73% a 2,56 euro per poi attestarsi al valore del prezzo dell’opa.
Il prezzo proposto da Lactalis incorpora un premio del 21,3% rispetto al prezzo di Borsa del titolo degli ultimi 12 mesi e del 33,6% rispetto all’enterprise value relativo allo stesso lasso temporale.
L’offerta riguarda il 71,031% del capitale e il controvalore massimo ammonta a 3,37 miliardi di euro.
Il gruppo Lactalis-Parmalat dovrebbe realizzare un giro d’affari stimato di circa 14 miliardi di euro, diventando così il primo gruppo mondiale nei prodotti lattiero-caseari. Parmalat resterebbe quotata alla Borsa di Milano e il gruppo, come sottolineato dal presidente Emmanuel Besnier, “procederà, se necessario, al ripristino del flottante sufficiente ad assicurare il regolare andamento delle negoziazioni”.

Il quadro di riferimento. La decisione di Lactalis spiazza il mondo economico-politico, in attesa dei risvolti delle operazioni del governo italiano impegnato a favorire, tramite decreti e tavoli di trattative, la formazione di una cordata italiana che prendesse il controllo della società.
Lactalis, nel documento dell’opa inviato alla Consob, ha spiegato che la decisione di acquisire il controllo di Parmalat, “al fine di perseguire una proficua integrazione delle rispettive attività”, è stata presa “a seguito del mutato quadro normativo successivo all’acquisto della propria partecipazione del 28,969% e della possibile evoluzione dell’assetto azionario di Parmalat”. Con la promozione dell’opa totalitaria, rimarca la nota del gruppo d’oltralpe, si cerca anche di “offrire agli attuali azionisti un’opportunità di disinvestimento a condizioni più favorevoli di quelle registrate negli ultimi mesi dal titolo”.
La notizia, infatti, è stata ben accolta anche dalle associazioni dei consumatori vittime del crack Parmalat e risarciti attraverso lo scambio dei bond tossici loro venduti ai tempi di Callisto Tanzi in azioni del gruppo alimentare.
L’operazione sarà coperta con un finanziamento infragruppo reso disponibile da Bsa Finances, che a sua volta farà ricorso a un finanziamento bancario da 3,4 miliardi di euro concesso da Crédit Agricole, Hsbc, Natixis e Société Générale.
“Su Parmalat lavoreremo poi a trovare una soluzione con l’Italia”, ha dichiarato il premier francese Sarkozy. “Berlusconi e io crediamo nell’economia di mercato”. Sarkozy ha anche ribadito l’appoggio francese alla candidatura del governatore della Banca d’Italia Mario Draghi a presidente della Banca centrale europea come successore del francese Jean-Claude Trichet.

Il rispetto dell’italianità. Lactalis ribadisce la propria volontà di sviluppare il piano di sviluppo del gruppo di Collecchio “nel rispetto dell’italianità”, mantenendo la sede in Italia, tutelando gli asset produttivi, i dipendenti e l’intera filiera italiana del latte, nell’interesse dell’economia del territorio. Lactalis, si apprende sempre dalla nota inviata stamane alla Consob, “valuterà l’opportunità di far confluire in Parmalat le proprie attività europee nel settore del latte confezionato, tra le quali quelle detenute in Francia e in Spagna. Il progetto industriale di Lactalis prevede la valorizzazione di Parmalat a livello internazionale, grazie alla forte complementarietà tra i due gruppi sia a livello geografico che di prodotto. Inoltre, l’espansione nei mercati in forte sviluppo quali Brasile, India, Cina, nei quali entrambi i gruppi ad oggi hanno una limitata presenza, potrebbe essere perseguita in modo più efficace attraverso un intervento congiunto”.

Marco Notari