Stanchezza cronica, 12 maggio la Giornata Mondiale

Giornata Mondiale stanchezza cronica. Si celebra il 12 maggio la Giornata mondiale della sindrome da stanchezza cronica, patologia in grado di alterare seriamente gli equilibri sociali delle persone che ne sono affette e per questo classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità tra le malattie del sistema nervoso. Pare che non esista un farmaco in grado di curarla, anche se è possibile alleviarne i sintomi. Negli Stati Uniti circa mezzo milione di persone soffre di questa patologia, detta anche encefalomielite mialgica (in Italia se ne stimano 200-300 mila). Durante la Giornata Mondiale si sensibilizzeranno i cittadini nei confronti di questa malattia: l’obiettivo poi è anche quello di offrire solidarietà nei confronti di quelle persone che già ne soffrono. La data è stata scelta per ricordare la nascita diFlorence Nightingale, l’infermiera inglese che ha incoraggiato la fondazione della Croce Rossa Internazionale e che pare abbia vissuto gli ultimi anni della sua vita colpita da una sindrome molto simile.

Cos’è la sindrome da stanchezza. La sindrome da stanchezza cronica è riconosciuta nei casi in cui si soffra di spossatezza e fatica prolungata che non vengono alleviate dal riposo, coinvolge muscoli e attività mentali e costringe a stare a letto per mancanza di forze. Le cause rimangono sconosciute, anche se si inizia a pensare che vi siano correlazioni con difetti del sistema immunitario, nervoso o endocrino. A soffrirne sono solitamente giovani e donne con una età media di 30 anni, mentre sono rari i casi riscontrati nelle persone oltre i 65 anni. Spesso si corre e ci si affatica con il risultato di accumulare stanchezza difficile da smaltire. Le comuni e veloci abitudini di vita, che, appunto, interessano la gran parte della popolazione, inducono un po’ tutti a lamentare una diffusa stanchezza difficile da gestire e da smaltire.

I sintomi della patologia. Chi è affetto dalla sindrome da stanchezza cronica (CFS) rischia di compromettere lo svolgersi delle normali attività sociali e lavorative. Una patologia presente in tutto il mondo, altamente invalidante, che mina pesantemente la qualità della vita e del lavoro di coloro che ne soffrono oltre che avere forti ripercussioni sull’equilibrio psico-fisico dei malcapitati. I sintomi sono variabili da soggetto a soggetto: disturbi alla concentrazione, alla memoria, laringiti o dolori alle ghiandole linfonodali cervicali e ascellari, cefalee e dolori muscolari e alle articolazioni di vario genere, disturbi alla vista, depressione e aumento di peso.

Adriana Ruggeri