Tremonti: nessuna congiura contro di me

Un complotto contro di lui? Giulio Tremonti, a colloquio con La Repubblica, ha tassativamente escluso che i suoi compagni di governo stiano meditando di farlo fuori e derubrica le “bordate” di Giancarlo Galan a considerazioni del tutto personali. Anzi, ha notato il ministro dell’Economia, “mai come in quest’occasione c’è stato l’appoggio degli altri ministri”. E sul dopo Berlusconi: “Silvio è insostituibile – ha scandito Tremonti – e dunque il problema non è chi, ma cosa lo sostituirà”. Interpellato infine sui conti pubblici: “Non possiamo abbassare la guardia”, ha avvertito il ministro, lasciando presagire il proseguimento di tempi di grande “ristrettezza”.

Nessuna congiura – “Quella del collega Galan è stata un’iniziativa estemporanea, che non aveva nulla di strutturale ma molto di personale. Non l’ho mai letta come una ‘manovra’ contro di me, autorizzata o addirittura ispirata dal presidente del Consiglio”. Così, a colloquio con La Repubblica, il ministro Giulio Tremonti ha oggi minimizzato sulla polemica infiammata dal collega Giancarlo Galan. Il nuovo responsabile della Cultura aveva, nei giorni scorsi, invocato l’intervento di Silvio Berlusconi per limitare il debordante potere di Tremonti, ma il ministro del Tesoro ha escluso che si possa parlare di disegno complottistico ordito contro di lui.

Berlusconi insostituibile – “Mai come in quest’occasione – ha anzi ripreso il titolare di via XX Settembre – c’è stato l’appoggio degli altri ministri; per la prima volta, forse, si sono mobilitati per me”. E sul futuro del suo partito, apparentemente segnato da lotte intestine destinate alla lacerazione finale: “Berlusconi è il Pdl – ha scandito Giulio Tremonti – senza l’uno non c’è l’altro. Silvio è insostituibile e dunque il problema, quando si porrà, non è chi, ma cosa lo sostituirà”.

Ancora sacrifici – Conducendolo infine sul terreno che gli è più familiare: “Sui conti pubblici non possiamo abbassare la guardia – ha subito chiarito il responsabile dell’Economia –  abbiamo un sentiero di rientro, che ci deve portare al pareggio di bilancio nel 2014 e alla riduzione del debito pubblico. Da quello non si può uscire – ha tagliato corto Tremonti – Non esiste la fase due, senza la fase uno”. Nessuna speranza, dunque, di abbassare le tasse? “Una seria riforma, che riduca sensibilmente la pressione fiscale – ha spiegato il ministro – non si fa in un mese, alla vigilia di un voto amministrativo: serve più tempo, e serve un respiro più lungo”. Un’analisi che non farà piacere all’insostituibile premier.

Maria Saporito